
Il Po delle
Fornaci e quello d'Ariano con il taglio detto
Contarino.
IL
PO GRANDE
Il più grande
fiume d'Italia (lunghezza totale: 652 km. Circa),
che costeggia l'intero confine nord del
territorio del Comune di Berra, ha preminenti
funzioni di distributore di acque irrigue e, non
ultima, quella importantissima di navigazione
interna. Le difese arginali si fanno risalire
fino alle origini della grande palude padana
"Padusa" e l'inizio di tali costruzioni
coincise pure con quello dei primitivi
insediamenti umani. Dopo migliaia di anni, solo
con la metà del XIX secolo si può parlare di un
vero e proprio sistema di difese arginali alle
quali sono riconducibili i grandi argini maestri
e le numerose chiaviche. D'altronde, a tali opere
di "contenimento" fece altalena, ed
ancora oggi continua a farlo, il progressivo
rialzo dei livelli di piena. Nel 1800 il
Lombardini si preoccupava di far presente come
fosse incidente sul rialzo dei livelli di piena a
Pontelagoscuro l'estendersi progressivo delle
arginature a monte.
Dopo le piene, e
le conseguenti rotte degli anni 1907, 1917, 1926,
e dopo quella del 1951 (che interessò il tronco
Occhiobello-Paviole) si determinò come
conseguenza immediata l'innalzamento delle
arginature da 1 a 2 metri. Che dire poi delle
profonde sollecitazioni cui sono soggette le
arginature maestre durante le piene. Basti
pensare all'intumescenza del 1951, per la quale
si è calcolata un'onda di piena di 12.000 me. al
secondo, con una velocità massima di 4 mc./sec.
Si ricordino poi le sette piene che hanno
caratterizzato il periodo ottobre/novembre 1976.
Ve poi stato un continuo e sistematico
abbassamento del suolo e ad esso sono da
affiancare pure i molteplici effetti di una
eterogenea composizione delle terre arginali,
terre diverse per contenuto argilloso e sabbioso
che sono spesso le vistose cause dei fontanili
osservabili nei punti critici delle arginature.
Nel tronco da foce Panaro a Serravalle vi sono in
particolare 5 zone a sinistra e 2 a destra che
presentano elementi di particolare pericolosità.
Per quanto
concerne i punti di passo sul Po, dobbiamo
ricordare quello fra Papozze e Serravalle. È da
dire, infatti, che l'esigenza di un collegamento
fra le due sponde, maggiormente richiesta dopo
l'unità d'Italia, venne a soddisfarsi fin dal
1866 con un consorzio fra il Comune di Copparo (Serravalle
era in quel tempo frazione di detto Comune) e
quello di Papozze per l'esercizio del passo sul
Po tra le due località. Il "passo" era
doppio e veniva esercitato mediante due battelli
uniti con apposito assito per trasbordo dei
rotabili, ed un altro battello piccolo per il
trasbordo dei pedoni dall'una all'altra sponda.
La convenzione venne rinnovata con deliberazione
del Consiglio comunale di Berra n. 119 del venerdì
12 dicembre 1911.
In prossimità
della riva di Po grande era situata anche la
piarda comunale, un tempo efficientissima in
riferimento al fatto che i trasponi per via
d'acqua erano assai frequenti.
In anni più
recenti il passo doppio è stato tolto e
sostituito con un servizio non più regolato da
convenzione ed esercitato da privati. Tale
servizio attualmente non è più in funzione,
avendone cessata l'attività da alcuni anni il
caratteristico e simpatico "Pipìo",
battelliere di Papozze, e quasi sicuramente uno
degli ultimi del delta.
Da qualche anno il
Comune di Berra ha stipulato una convenzione con
il Comune di Villanova Marchesana (Rovigo) per
l'esercizio di un punto di passo sul Po tutt'ora
funzionante fra quei due paesi.
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