
Le
origini del nome "Serravalle" e notizie
storiche circa la nascita e l'ubicazione del
paese
Non esiste una
esauriente spiegazione sul significato
etimologico del nome "Serravalle". Ci
sono ipotesi di storici tendenti a fornire una
spiegazione di tale appellativo dato ad un paese
di pianura, quando la gran totalità dei paesi
con il nome di Serravalle è situata in località
di montagna. Il Pardi, dando ragione al Battisti
e all'Olivieri, di contro all'Alessio, così
definisce l'etimologia del nome Serravalle:
"Serravalle: non dal latino "Serra",
sega (schiena di monte), ma dall'italiano "Serrare"
e "valle", strettura d'una valle, come
Serravalle Pistoiese, e anche luogo dove si
chiude una campagna bassa tra corsi .d'acqua.
come Serravalle lombarda, e forse
Serravalle del Chienti, gola nella valle di
questo fiume".
I corsi d'acqua
sono da identificare con il Po a nord, il Re dei
fossi (ormai quasi interamente tombinato nella
parte del centro urbano) che taglia per l'intera
sua lunghezza il paese da ovest ad est, e con il
canaol Bianco che delimita a sud e divide
l'abitato di Serravalle dal territorio di valle.
I documenti in possesso della Curia arcivescovile
di Ravenna riguardanti la parrocchia di
Serravalle, non molto antichi in verità non
risalendo oltre i primi anni del XIX secolo,
contengono uno dei primi inventari nel quale si
trova scritto: "Posta così com'è tra Po e
valle, si ebbe l'appellativo di Serravalle".
Negli anni '50 di
questo nostro secolo, in occasione di una S.
Visita pastorale dell'arcivescovo di Ravenna a
Serravalle, apparve sul settimanale diocesano
ravennate, "L'Argine", un articolo di
mons. M. Mazzetti, tracciante a grandi linee il
profilo storico della parrocchia e del paese:
"visita pastorale: 11 - Serravalle. Il nome
farebbe pensare piuttosto ad un paese di montagna
o di collina invece che ad una Parrocchia
pienamente di bonifica. "Posta così com'è
tra Po e valle, si ebbe l'appellativo di
Serravalle", ha scritto, lavorando forse
parecchio di fantasia, qualche vecchio cronista
nei primi Inventar! che noi possediamo a Ravenna
per l'unica Parrocchia della Diocesi dedicata a
San Francesco d'Assisi".
Il lettore può
legittimamente chiedersi quali sono stati i
motivi che hanno portato il Mazzetti ad affermare
essere il paese di Serravalle "pienamente di
bonifica". Gran parte del territorio
serravallese, soggetto alla abbazia parrocchiale,
è di valle, ma ciò nonostante la parte di
parrocchia identificabile come nucleo abitato non
è ascrivibile alla recente bonifica di fine
Ottocento.
I terreni compresi
fra l'argine del Po ed il Canai Bianco, luogo dei
primitivi insediamenti, sono per composizione
assai diversi da quelli che ancora oggi sono
chiamati di valle. Ciò fa capire che, se,
anticamente una qualche porzione della valle fu
bonificata al margine della valle stessa, quasi a
chiuderla dalla parte del Po, in modo che le
rotte eventuali scaricassero l'acqua nelle
circostanti paludi, salvando la terra fertile, ne
risulta necessariamente modificata la sua
composizione, vuoi per effetto del terreno di
riporto, vuoi per quello di deposito delle
alluvioni, vuoi ancora per la continua
lavorazione e coltura. Non è possibile
confrontare i due terreni, quello recentemente
bonificato, prosciugato 200 o 300 anni fa, e
l'altro, seppur bonificato più anticamente, che
ha nei confronti del primo caratteristiche
diverse ascrivibili alle modificazioni
intervenute dopo il prosciugamento. In
conclusione Serravalle è un paese "pienamente
di bonifica": e nella zona di valle, perché
terreno prosciugato a seguito degli interventi
della Soc. Bonifiche Ferraresi alla fine
dell'Ottocento, e nella parte "vecchiale",
perché bonificata più anticamente, e cioè
portata alla produttività e all'insediamento a
causa di lavori di scolo, prosciugamento,
salvaguardia dalle rotte.
Chi voglia
intraprendere uno studio sulle antiche origini
dell'agro ferrarese, ed in particolare della
nostra zona, non può ignorare la Tavola "Ferrariensis
Agri Flavis Imperatoribus Chorographia" (L'Agro
ferrarese nell'età romana). Elaborata dall'ing.
Filippo Borgatti nel 1906, fu pubblicata, assieme
alla famosa Tavola Peutingeriana. L'ing.
Borgatti, professore di geometria proiettiva e
descrittiva, compilò la carta con un indice di
ben 703 nomi antichi, riscontrati con quelli
moderni, e completò il libro con un elenco di
pubblicazioni, carte e manoscritti richiamati nel
testo. Fra i numerosissimi luoghi, città, paesi,
fiumi, corsi d'acqua, canali, valli, viene
nominato il centro di Serravalle, posto al
confine settentrionale della Padusa (insieme di
valli e paludi antichissime), dalla quale il
piccolo agglomerato urbano era separato da corsi
d'acqua, primo fra tutti il Canai Bianco.
Serravalle viene localizzato dal Borgatti su
terreni fertili ed emergenti dalle acque
palustri, mentre Cologna, Berrà (Bereo) e
Papozze (Papocie) vengono posti al di là di quel
corso d'acqua che nel 1152 (o 1131) a causa della
rotta di Ficarolo, favorirà il formarsi del
nuovo corso del Po con la migliore definizione
della divisione a Serravalle dell'isola di Ariano.
Il contributo offerto dal Borgatti alla storia
della nostra terra ferrarese non è certo il
solo, tuttavia ci consente di ipotizzare che i
primi sicuri insediamenti siano da collocare già
in epoca altomedievale.
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