Volendo inquadrare dal punto di vista
storico-amministrativo la parte di territorio in cui è compreso
Serravalle, bisogna necessariamente rifarsi alla storia più
generale del comprensorio copparese. Vedremo, invece, in un
altro capitolo, che la storia religiosa dipenderà grandemente da
altri centri, quali Adria ed Ariano Polesine, obbligando la
popolazione serravallese a gravitare per le sue necessità
spirituali, ed in parte sociali, ora verso un centro ora verso
l'altro.
Per non slegare la storia della nostra zona
dal contesto delle vicende nazionali, almeno di quelle a noi più
vicine, ho ritenuto opportuno fornire al lettore una visione più
ampia con la certezza di aver reso un servizio, per quanto
umile, alla migliore conoscenza del tessuto territoriale,
sociale, politico e religioso dei nostri luoghi e della nostra
gente.
Non è ancora del tutto chiara, nonostante il
numeroso stuolo di studiosi che vi si sono dedicati, la
questione della attendibilità attribuibile a due diplomi: il
primo di papa Giovanni X, il secondo di Martino (o Marino) II ,
datati rispettivamente maggio 920 e 11 (?) giugno 944, concessi
entrambi alla Chiesa di Adria. In quello di papa Martino si
precisano i confini della pieve di San Giorgio in Tamara, Massa
Copario, ed il fondo Ambrosio. Non è scopo precipuo del presente
lavoro entrare nel merito di una questione che ha appassionato
tanti studiosi, tuttavia è certamente ammissibile che i luoghi
or ora citati esistessero realmente già all'epoca dei due
diplomi papali. Secondo il Bocchi i nomi dei luoghi "non saranno
stati inventati, ancorché si volessero inventare i titoli".
Infatti lo studioso adriese annota nella sua opera come il
diploma di papa Giovanni (lo stesso dicasi per quello di Martino
II) porti, alla fine la dicitura "che fu copiato da Domenico
notajo della S. Ch. Adriese nel 1151. 17 Aprile Ind. XIV,
regnando Eugenio papa e Corrado re" e, aggiunge ancora l'adriese,
"queste date son giuste".
Il territorio viene successivamente indicato
come "massa Cuparii" in un atto enfitèutico sicuramente della
prima metà dell'XI secolo. Esistono tuttavia altri numerosissimi
atti che si riferiscono a terreni posti in prossimità di
Serravalle in località i cui nomi sono oggi in massima parte
perduti. Bisogna arrivare al 1340 per vedere in atti relativi al
capoluogo di Copparo l'accenno ad esso come proprietà degli
Estensi, ai quali rimase fino alla morte di Alfonso II, avvenuta
nel 1597.
Già in un altro capitolo abbiamo accennato
alle condizioni del territorio prima dell'intervento razionale
dell'uomo per la bonifica di una vasta zona in prevalenza
paludosa, detta "polesine di Ferrara" è situata ad est della
città, perché ora ce ne sia offerto motivo di ulteriore
trattazione. Ricorderemo quindi che già fin dalla metà del 1400
il duca Borso aveva ordinato lavori per ripulire e migliorare la
rete degli scoli al fine di incrementare la produttività dei
terreni. Della bonifica di queste zone se ne occupò anche Ercole
II ed in special modo Alfonso II. Attorno al 1580 le plaghe
paludose della bonifica estense videro riaffiorare terreni un
tempo fertili. Gli Estensi poterono riuscire in ciò grazie allo
studio tecnico ed alla progettazione dell'Aleotti il quale, fra
l'altro, fu il principale compilatore di quel "Libro del Estimo
di tutta la Bonificazione del Polesine di Ferrara" che può ben
definirsi il più antico catasto del ferrarese di cui sia rimasta
traccia.
Dal 1598, anno in cui papa Clemente VIII
toglieva la sovranità agli Estensi ed instaurava in tutto il
territorio il governo pontificio che durò fino al 1796 (data che
ricorda l'instaurazione del governo francese), le condizioni del
territorio peggiorarono per l'incuria dei proprietari terrieri
e, in conseguenza di ciò, per la cattiva manutenzione delle
bonifiche estensi, ricomparve la temuta malaria.
Indubbiamente il taglio di Porto Viro (1599)
che i veneziani avevano ottenuto dal pontefice per evitare
l'insabbiamento della laguna di S. Marco, contribuì non poco al
nuovo impaludamento cui diede man forte l'opera devastatrice
delle frequenti rotte del Po: "tranne che sui terreni più alti,
le acque ripresero il dominio del Polesine di Ferrara e
la canna palustre fu di nuovo il suo maggior prodotto".
L'accentramento amministrativo e politico
instaurato del governo pontificio impedisce tuttavia di poter
parlare del territorio stesso come di entità ben definita da
confini circoscrizionali. E necessario perciò limitarsi a
constatare a quali giurisdizioni (davvero più politiche che
amministrative) i diversi centri (o "villae", come erano
denominati) appartennero per tutti i primi tre secoli di
"dominio" pontifìcio.
In una nota della Legazione di Ferrara (7
maggio 1709) riguardante la ripartizione della spesa per il
contributo dovuto dalle singole "villae" al mantenimento del
vettovagliamento delle truppe alemanne - che avevano piantate le
loro tende lungo il Po - veniva ordinato al governatore di
Crespino di procedere al riparto fra due zone (sotto il suo
diretto governatorato), comprendenti l'una Papozze, Villanova a
Canal Nuovo, l'altra, al di qua del Po, comprendente Berra e
Cologna. Copparo dipendeva, quindi, dalla Legazione di Ferrara,
e lo si può notare in una nota di corrispondenza dell'anno
seguente. Nel 1787 il governo pontificio ordinò una statistica
per determinare "Lo Stato Generale delle Anime alla Pasqua"
dello stesso anno e, il territorio di cui trattiamo, risultò
come segue:
a) Podesteria di Migliaro: Rero;
b) Podesteria di Garofalo: Guarda F. - Ro - Zocca;
e) Governo di Crespino: Berra - Cologna;
d) dipendenti dal Distretto di Ferrara: Copparo - Ambrogio -
Cesta - Coccanile - Formignana - Fossalta - Gradizza -
Sabbioncello di Sopra - Sabbioncello di Sotto -
Tamara - Saletta.
Il governo pontificio cadde nel 1796 ed
il regime francese, instauratesi il 22 giugno 1796, cominciò una
vera e propria delimitazione circoscrizionale del territorio con
il decreto del Gran Consiglio del 9 luglio 1798 che vide,
perciò, la costituzione di due amministrazioni municipali dette,
la prima della Lavezzola (con sede in Cologna e comprendente
Guarda, Berra, Ambrogio, Fiumana), e la seconda del Brazzolo
(con sede in Copparo e comprendente Correggio, Corlo, Cesta,
Coccanile, Gradizza, Tamara, Saletta, Ro, Zocca, Formignana,
Sabbioncello di Sopra e Sabbioncello di Sotto, Tresigallo,
Viconovo, Albarea, Villanova, Denore).