
LA
FAMIGLIA GIGLIOLI
In vari documenti
d'archivio di casa Giglioli in Ferrara si legge
che i componenti di tale famiglia sono: "Conti
del Sacro Romano Impero, di Serravalle e di
Tricario e di Frignano, Marchesi della Serra,
Nobili della città di Ferrara, Adria, ecc.,
Conti Palatini e Lateranensi".
La famiglia
Giglioli, detta anticamente dei Pellizzari o dei
Pellicciar!, è di origine ferrarese. Il primo
componente di cui si ha notizia sicura è lorenzo
al quale, nel 1177, furono affidati dal Comune di
Firenze degli importanti incarichi. Il cognome
Pellicciari venne mutato in Giglioli o Zilioli,
da certo Gigliolo che si dice avesse voluto con
ciò essere meglio ricordato dai posteri. Da lui
nacquero due figli lacopo (o Giacomo) e
Guglielmo, ma a partire dal menzionato Lorenzo in
poi è possibile elencare in modo esauriente i
personaggi più importanti e significativi:
MENABUE (1230)
- fu giudice ed ambasciatore;
BORTOLO (1240)
- divenne membro del Consiglio e fiduciario del
Comune di Ferrara;
BARTOLOMEO
- fu notaio e referendario di casa d'Este;
GIACOMO -
divenne giudice del Comune;
GIGLIOLO (già
ricordato) - fu cortigiano e favorito d'Alberto
d'Este, mutò il cognome da Pellicciari (o
Pellizzari) in quello di Giglioli ed ebbe due
figli: Giacomo e Guglielmo;
Da lacopo discende
il ramo di Firenze, estintosi verso la metà del
sec. XIX con il conte Carlo; da Guglielmo invece
deriva il ramo di Ferrara. lacopo fu segretario e
ambasciatore del marchese Niccolo III d'Este, che
gli donò molte terre, la giurisdizione di
Serravalle, con 11 castelli ed il titolo di conte.
In riconoscenza dei grandi servizi resi ai
fiorentini fu onorato del titolo di "benemerito"
del loro Comune e gli furono concesse esenzioni e
privilegi straordinari, e inoltre fu creato
dall'Imperatore Sigismondo, conte del sacro
romano impero, con diploma imperiale, così
redatto:
"Diploma
imperiale di sigismondo imperatore, dato in Buda
[Budapest] a 4 settembre 1425 a favore del nobile
lacopo Pilide Pellicciari di Ferrara, di poi
detto de' Giglioli dal padre suo di tal nome per
il quale vien dichiarato Conte dell'Impero lui e
tutti i suoi discendenti in retta linea mascolina
in infinito".
Altri Giglioli
furono:
ALFONSO -
Cortigiano e referendario del duca Borso;
MALATESTA (1476)
- Visconte in Melara;
DESIDERIO -
Vescovo di Campagna, città del Regno di Napoli;
VITTORE -
Nato nel 1459 e morto nel 1543; visse a Venezia e
scrisse un trattato di intonazione religiosa;
ANTONIO -
Insigne medico del sec. XV, venne da Ercole I
nominato suo archiatra (è sepolto in S. Domenico
a Ferrara);
GIOVANNI
BATTISTA - Tesoriere dello stesso duca, fu
ambasciatore presso l'arciduca Carlo a Bruxelles,
Arrigo VII re d'Inghilterra e Luigi XII re di
Francia, divenne poi consigliere di Alfonso X che
lo fece governatore di Cento.
ANTONIO MARIA
(1509) - Capitano dei balestrieri dello stesso
duca e nel 1500, nella guerra contro la
Repubblica di Venezia si segnalò con la presa
d'Este e Monselice e con la cattura di alcune
navi tolte al nemico;
ALFONSO (fine
sec. XVI) - Apprezzato uomo di lettere;
GIROLAMO -
Castellano di Alfonso I e tesoriere di Ercole II;
SCIPIONE -
Cameriere segreto, Maestro di Camera e capitano
della Guardia Svizzera e Tedesca sotto Alfonso
II, poi due volte Giudice dei Savi; venne
investito dallo stesso Alfonso II nel feudo e
titolo di conte di Tricario insieme ai fratelli;
ERCOLE -
Venne nominato Cameriere segreto e maggiordomo
del duca Alfonso II;
GIROLAMO -
Prima ambasciatore del pontefice Gregorio XIII
indi del re Enrico III di Francia che lo nominò
suo gentiluomo e cameriere d'onore ed, infine, fu
ambasciatore del duca Alfonso II al papa Clemente
VIII. A Roma rimase diversi anni con l'incarico
di preparare la successione di Cesare d'Este al
Ducato di Ferrara; successivamente venne nominato
ambasciatore ordinario e Roma, ove stette fino
alla morte;
ALFONSO -
Protonotaro apostolico, governatore di Camerino
e vescovo di Angioma;
IPPOLITO -
Giudice dei Savi e ambasciatore a Roma, ebbe
l'investitura del marchesato della Serra in
Romagna;
GAETANO -
Amico di Leopoldo Cicognara e del grande Antonio
Canova. Entrambi furono da lui ospitati nella
residenza di Serravalle;
LUIGI -
Sottotenente dei Bersaglieri del Po, durante il
Risorgimento;
ROSA
Si dilettò di pittura. Sono sue alcune tele
appese alle pareti del salone centrale della
villa di Serravalle. Decorò inoltre essa stessa
alcune pareti di questo edificio. Visse a metà
Ottocento e fu apprezzata negli ambienti
artistici ferraresi. Morì l'11-12-1862;
ERMANNO E
ROBERTO - Fratelli. Ripristinarono l'antica
barca padronale che consentiva alla famiglia
Giglioli di scendere a Serravalle attraverso il
Po;
ARTURO (1872/1948)
- Collezionista e storico della Cattedrale di
Ferrara, sistemò in maniera definitiva l'interno
della villa di Serravalle con mobili del
Settecento veneziano. Fu anche sovrintendente ai
musei di Ferrara.
Del conte
Alessandro Giglioli, vissuto a cavallo dei due
secoli XVI e XVII, è da dire che fu, tra
l'altro, uno storico di una certa fama. Assieme
al conte Maiolino Bisaccioni, al dottor Giovan
Battista Birago Avogaro e a Girolamo Brusoni,
scrisse le "Historie memorabili de nostri
tempi", apparse in Venezia tra il 1642 ed il
1656: una monumentale impresa editoriale, che
alla cronaca ed alla esposizione dei fatti, fa
seguire intendimenti di utilità ed
ammaestramento del discorso storico, non senza
palesare il tutto come soffuso da "un
sottile velo di tristezza" (si veda al
proposito il libro di Sergio Bertelli: Ribelli,
Libertini e Ortodossi nella Storiografia Barocca,
Firenze, 1973, p. 208 e segg.): "Finiscono
le città, s'estinguono i regni, e rinascendo
sempre, come foglie d'alberi nuovi huomini, e
nuovi accidenti, nasce anco sempre il bisogno
ch'abbiamo d'essere ammestrati da gl'altri, e
d'imparare a vivere con gl'essempi di coloro, che
inanzi di noi hanno provato le istesse passioni,
et sperimentato le medesime difficoltà. Però
memore anch'io dell'obbligo nostro, e d'esser
nato non solo a me stesso, ma a giovamento
eziandio de gl'altri, ho deliberato di scrivere
l'historie de nostri tempi, e di raccogliere come
in compedio le cose più notabili succedute tra i
principi di questo secolo, acciò che dalla
considerazione di casi tanto vari, e dalla
cognizione di avvenimenti così gravi, de quali
è stata l'età nostra abondantissima, non
solamente potessi ricever qualche documento per
me medesimo, ma dimostrar anco efficacemente a
ciascun altro quanto infelice, et anzi degna di
riso, sia la condizione de miseri mortali, che
tanto s'insuperbiscono" (Zilioli Alessandro
- Delle Historie ecc., I, pag. 1).
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