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Il
vicesindaco Egle Cenacchi, in merito alla ormai famosa vicenda
della Telecamera, con un suo intervento intende mettere dei punti
fermi e chiarire i passaggi della storia.
«In questa
vicenda sono state dette falsità e utilizzati termini scorretti con
troppa leggerezza. In questo modo si travalica il dibattito politico
creando situazioni pesanti. A volte è necessario mettere dei punti
fermi. Nel programma elettorale della nostra coalizione c'era l'idea di
istituire un efficace controllo del territorio mediante una serie di
videocamere di controllo realizzate in maniera adeguata alle necessità.
È stata una priorità affrontata da subito e realizzata in tempi celeri.
Il suo successo è notevole, tanto che stiamo ragionando su di un
allargamento della rete di videocamere per mettere sotto controllo un
sempre maggiore numero di punti sensibili sul territorio. Nella
precedente amministrazione si era ragionato in termini simili, ma il
progetto, regolarmente affidato per il processo di realizzazione ad uno
dei membri della giunta, e che ora non è più in carica, per tutta una
serie di situazioni non ha avuto un'evoluzione coerente con le
aspettative, per una serie di problemi tecnici che sono stati in seguito
affrontati e risolti nel caso del sistema ora in funzione».
«In pratica, una videocamera di
sorveglianza installata nei pressi del parco avrebbe dovuto garantire
immagini in funzione antivandalica. All'atto dell'installazione, non
essendo stato possibile ottenere un risultato a livello di immagini
compatibile con le aspettative, si decise di soprassedere
all'installazione vera e propria, in attesa di un migliore livello di
connessione. Su questa base, non sono stati installati i cartelli che
avvertono della videosorveglianza in atto, e nemmeno nominato un
responsabile della banca dati contenente le immagini, non sono stati
effettuati collaudi (dato che un'attrezzatura di questo tipo non li
prevede, essendo previsto solo un controllo della conformità alle norme
della Unione Europea), perché si è visto da subito come la videocamera,
non collegata come da aspettativa ad un'apposita antenna ricevente ma
invece collegata all'Hot Spot della piazza, in quelle condizioni non era
in grado di fornire immagini adeguate, troppo sgranate e poco nitide. La
scelta, per non vedere un impianto con materiale di assoluto valore
andare danneggiato o in disuso, è stata quella di lasciare sul posto il
solo involucro climatizzato della videocamera, anche con funzione di
deterrente (funzione che ha avuto successo per lungo tempo)».
«Sulla base di una richiesta avanzata dal Consigliere
Grandi (che, guarda caso, era il responsabile per la precedente
giunta di quel procedimento di installazione), ho contattato il
nostro consulente tecnico per l'installazione, che mi ha risposto, dando
per scontato che fossi a conoscenza della situazione della videocamera,
che le immagini, riferendosi a quelle dei test realizzati, erano
inadatte. Sulla base delle comunicazioni ricevute ho risposto in
materia. Se dalla mia risposta in consiglio qualcuno ha desunto che
fossimo in possesso di immagini degli atti vandalici specifici, sono
sinceramente spiacente per il malinteso e per il fraintendimento, ma di
quelle immagini non avremmo potuto comunque legalmente essere in
possesso. In ogni caso, non è installata una telecamera spenta, o non
funzionante, dato che il materiale in questione è immagazzinato in
attesa di essere impiegato nel nuovo sistema di videosorveglianza,
studiato per mandare le immagini alla polizia municipale e realizzare un
efficace controllo territoriale (che in questi mesi ha già dato
risultati interessanti), ma solo un involucro protettivo, proprio perché
non era possibile, con quella installazione, arrivare al risultato
aspettato. E contiamo di inserire in futuro, con un allargamento della
videosorveglianza, quello ed altri punti sensibili del territorio».
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