Sta facendo
discutere il referendum per labolizione di alcune
parti della legge sulla procreazione assistita che si
svolgerà il 12 e 13 giugno.
Noi di Progetto
Comune abbiamo espresso una posizione chiara: lastensione. Riteniamo, infatti,
che una materia così delicata debba essere trattata
nelle sedi istituzionali proprie e cioè il Parlamento,
se necessario cercando laccordo di tutte le
componenti perché su una materia come la vita non ci
possono essere divisioni schematiche pro o contro. Con un
po di buon senso e capacità di ascolto da parte di
tutti forse si poteva fare una buona legge risparmiando
ai cittadini questo tour elettorale e allo Stato ( e
quindi ai cittadini) tanti soldi.
Stanno
tutte qui le ragioni della nostra astensione. La legge
non è la migliore possibile, è sicuramente
perfettibile, ma riteniamo che lo strumento referendario
sia il meno adatto a questo scopo.
Inoltre,
per noi resta il principio che lembrione è vita.
Mentre Progetto
Comune dichiara apertamente quale sarà la sua scelta
sul referendum, Sviluppo e Solidarietà tace e in modo
particolare tace la sua componente di centro. Non si sa
se seguirà le indicazioni di Rutelli o meno. Sembra
assente, ancora una volta, e appiattita sulle posizioni
dei Ds e addirittura di Rifondazione con la quale è
alleata. Nessuna voce dissonante si è levata da quello
schieramento sul tema referendum. A volte ci sorgono dei
dubbi che il centro nella maggioranza di Berra non esista
realmente, ma sia solo una cosa di facciata buona per le
elezioni.
Insomma,
unoperazione di marketing, per altro di basso
livello, perché poi, come in questo caso, linganno
si scopre.
La
Margherita e i cattolici del centro sinistra hanno ancora
tempo fino a mezzanotte di venerdì prossimo per far
sentire la loro voce.
Aspetteremo
fiduciosi in attesa che smettano di litigare su Prodi e lUlivo.
IL Gruppo consiliare
Progetto Comune
04-06-2005 Berra
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