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Mi sento mio malgrado nuovamente
tirato per la giacca e questa volta dall’amico Barbieri. Apprendo
dalle colonne della stampa locale, da un membro autorevole del PD della
mia cacciata dal gruppo consiliare Sviluppo e Solidarietà, sarei
infatti diventato consigliere d’opposizione. Se si volesse considerare
questo come un fatto certo sarebbe stato politicamente più corretto
esserne informato personalmente. Mi intristisce e rallegra insieme la
strana situazione che si sta verificando a Berra, paese che in molti non
sanno neppure dove è, Berra come Roma, la lista Sviluppo e Solidarietà
come il PDL, non è ammesso il distinguo, il dissenso motivato, bisogna
essere tutti irreggimentati, tutti compatti a nascondere i fatti, a
negare l’ovvio anche se bisogna mentire. Non continuo coi paragoni,
scontati ed ovvi, potrei infastidire qualcuno. Mi preme rivendicare però
una volta ancora la paternità del programma elettorale della lista
Sviluppo e Solidarietà, precipuamente della parte Economia e Lavoro,
sulla quale esorto la giunta ad agire e produrre risultati non vuote
chiacchiere.
Per tornare al punto della
contestazione vorrei ribadire all’assessore che comprendo e conosco le
problematiche relative alla nuova manovra finanziaria che vessa ancora
più pesantemente i comuni virtuosi ma, in maniera razionale, più di
garantirgli il personale e massimo sostegno nella protesta da
indirizzare al Governo attraverso i canali istituzionali tra cui l’ANCI,
non vedo altre azioni che noi umili Consiglieri Comunali possiamo fare
per opporci, salvo suggerire di fare della virtuosità economia. A noi
rimangono le piccole cose, "argomenti meno complessi e meno impegnativi"
come dice l’assessore, argomenti come "l'affaire telecamera finta"
oppure fare una analisi sulla defezione nella Commissione Pari
Opportunità. Ricordo per chi non ha avuto modo di seguire i fatti che
nel caso della telecamere si tratta di stabilire, atti alla mano, se
il Vicesindaco abbia o meno mentito al Consiglio ed ai
cittadini berresi sul tema della Sicurezza e della tutela della Cosa
Pubblica. Nel secondo caso invece, semplicemente si chiede di
conoscere se i membri dimissionari della commissione non abbiano
subito inopportune pressioni tali da impedire la loro libera
espressione proprio all’interno di una commissione che deve
proteggerci da questo, dai soprusi. A me caro Filippo questi non paiono
problemi da prendere sottogamba o tanto meno negare.
Passando all’infelice attacco
personale di "poltronaio", abbandonando per abbassare i toni come
suggerisce l’assessore la diatriba sui titoli personali, lo voglio
rassicurare, stia sereno, non sono interessato a poltrone di nessun
tipo, non trovo al momento compatibile l’(in)azione del governo locale
alle mie aspettative.
Concludo invitando l’amico Filippo a
non sforzarsi di volare così alto, ma lo esorto a concentrarsi sui reali
problemi locali risolvibili, ad alta quota poi l’assenza di ossigeno
nell’aria può crea allucinazioni e paranoie.
Simone Dott. Grandi -
Consigliere di Maggioranza |