A proposito delle dimissioni di alcuni
componenti dalla Commissione Pari Opportunità vorrei attirare
l’attenzione sui documenti allegati e particolarmente sulle motivazioni
addotte dai membri dimissionari. Dalla lettura emerge che sussistono
fondate situazioni di malessere in seno alla commissione che impediscono
il regolare funzionamento, si esorta a "fare" ed a "fare meglio"; emerge
una defezione continua (7 membri su 25 in pochi mesi) con motivazione,
per educazione nascoste in alcuni casi, ma palesi e scritte in altri in
cui con sincerità si parla di strumentalizzazione politiche,
inopportunità e inattività rispetto al mandato della commissione e si
dichiara che si "è disgustati di certi comportamenti di alcuni elementi
della commissione. Questa situazione deve essere approfondita e capita,
ma soprattutto non deve essere liquidata semplicisticamente dai membri
politici in seno alla Commissione stessa come "defezioni fisiologiche".
La commissione creata per ridurre e
colmare le prevaricazioni di genere e generali si trova coinvolta, pare,
in logiche di emarginazione di alcuni da parte di pochi, in situazioni
di disagio, di mancata integrazione". Sollecito per questo il Consiglio
tutto ad interrogarsi sulla spiacevole situazione preannunciando per la
prossima seduta una risoluzione al fine di verificare se non sia
necessario ripensare qualcosa all’interno della Commissione, ad esempio
la trasformazione della commissione da permanente in consultiva o meglio
di modificare il regolamento con esclusione dei rappresentanti politici
in seno alla stessa al fine di ricreare quella libertà di pensiero e
quelle equilibrio della società civile che vuole partecipare alla
gestione della cosa pubblica.
Simone Grandi - consigliere di
maggioranza - Berra