Un
mistero nelle campagne ferraresi
Il mostro viene dall'acqua
di Marco Mariotti
Lo
hanno avvistato alcuni abitanti delle rive del Po: ha
occhi gialli, pelle squamosa verdastra, probabilmente
anfibio.
E' notte. State tornando a
casa. Improvvisamente due occhi gialli, fosforescenti con
pupille rosse verticali vi scrutano malignamente.
Mulinate le braccia per scacciare l'orrenda visione, ma
le vostre mani si imbattono in una pelle squamosa e
verdastra, mentre sei dita artigliate di quasi mezzo
metro di lunghezza vi serrano la gola.
Cattiva digestione? Un
brutto sogno? No, molto più semplicemente vi siete
imbattuti nella creatura anfibia, l'alieno se volete, il
mostro che da alcuni mesi tiene col fiato sospeso gli
abitanti della campagna ferrarese e rodigina, a cavallo
del Po.
Fra i tanti immancabili
scettici c'è chi ha preso questa vicenda molto
seriamente, e da mesi sta portando avanti un duro ed
impegnativo lavoro di ricerca, che ha portato al
reperimento di numerosi elementi. Si tratta del Gruppo
Usac, il centro di studi ufologici diretto dal prof.
Sebastiano di Gennaro, che ha raccolto calchi, peli ed
una serie di escrementi da libro dei primati per spessore
e misura.
"E' vero - dice
Di gennaro - abbiamo rinvenuto centinaia di tracce,
orme di piedi di diversa misura, ma che hanno un fattore
comune: tre dita munite di unghie. Inoltre sono state
numerosissime le località, a volte anche molto lontane
tra loro, da Ro Ferrarese a Cologna, da Budrio a
Polesella, protagoniste del ritrovamento di orme, di
apparizioni di esseri mostruosi coperti di squame, che
hanno lasciato dietro di sé impronte di mani palmate".
E come mai questo silenzio da parte delle autorità?
Una cosa è certa - afferma il presidente
dell'Usac - se le autorità competenti collaborassero
con i gruppi civili di ufologia, forse tanti misteri
potrebbero avere una spiegazione scientifica, ed anche no"
Non è facile nascondere un certo scetticismo davanti
a queste affermazioni, ma Di Gennaro non molla.
"I segni ci sono, ma occorre saperli interpretare.
D'altra parte come si può pensare ad un buontempone che
scorrazzi nel Ferrarese, nel Bolognese e nel Polesine,
lanciando urla bestiali, provocando l'innalzamento del
livello dell'acqua dei canali, seccando la vegetazione e
lasciando impronte come quelle che abbiamo recuperato?"
Stefano Baratella è il
giovane di Frassinelle, vicino a Rovigo, che per primo
avrebbe avuto sentore della presenza di "uno strano
essere verdastro e squamoso". Ma ci sono anche altri
personaggi che battono la campagna alla ricerca della
tana del mostro: da Arnoldo Melli a Giovanni Mantovani,
Angelo Fiacchi ed altri ancora, che di giorno e di notte,
col sole o con la pioggia, sono sempre pronti a
raccogliere il grido: "L'ho visto!".
Intanto fra i tanti dati
raccolti, uno sembra decisamente certo, e cioè che al
simpatico anfibio, al quale auguriamo in ogni caso di
conservare la sua "privacy", il freddo non
piace. Dopo il clamore dell'estate, infatti, il gelo
invernale sembra averlo convinto ad emigarare verso altri
lidi, ma non siatene certi: stanotte, rientrando a casa,
guardatevi alle spalle, forse il mostro è proprio lì
che aspetta voi.
Particolari
della mano dell'umanoide di Chiesa (Ro)

Questo
schizzo riproduce l'orma della mano dell'umanoide
trovata il 5-8-1988. Dai calchi in possesso
dell'Usac le mani dell'umanoide sembrerebbro
palmate, quindi adibite appositamente al nuovo e,
conseguentemente, appartenenti ad un essere
anfibio.
|
(tratto da "La nuova Piazza",
23.12.1988)
|