| Mauro Bonazzi di
Guastalla lo ha pescato nel tratto del Po fra Torricella di Sissa e
Torricella del Pizzo. Dopo alcuni avvistamenti stavolta c'è la conferma
dell'Acquario del Po. La specie, di origine tropicale e nota per la sua
voracità, probabilmente abbandonata sulle rive della 'bassa'
Stavolta è vero. C'è pure la controprova
degli esperti: pescato un piranha nel tratto parmense del Po. Non
c'entrano, in questo caso, le leggende estive da giornali in secca. Tipo
quella volta, nel luglio '98, in cui mezza Parma urlò al pesce siluro
nel Parco ducale. No. A certificare la notizia è adesso l'Acquario del
Po, che si dilunga nei dettagli: trattasi di una varietà chiamata
Piranha pygocentrus netterreri - spiegano da Mottola Baluffi, nel
cromonese - altresì detta Piranha rosso, uno di quei 'mastini' da acque
tropicali con denti affilatissimi e capaci di frantumare un vitello
intero.

Un piranha
Il pescatore di pirahna è Mauro Bonazzi
da Guastalla, nel reggiano. Il 'mostro' ha abboccato al suo amo tra
Torricella di Sissa e Torricella del Pizzo, in provincia di Parma. Era
andato per prendere un paio di carpe, Bonazzi da Guastalla. E invece ha
tirato su un piranha, manco fosse sul Rio delle Amazzoni. Subito il
pescatore non ha realizzato. L'occhio esperto, però, l'ha convinto più
tardi dell'impossibile: un pesce tropicale, assai vorace e lungo anche
30 centimentri, sbucato dalle acque padane e appeso alla sua lenza.
Per averne la certezza, Bonazzi s'è
rivolto subito agli zoologi di Mottola, che hanno confermato. Ebbene sì,
hanno sentenziato dall'Acquario del Po, nel parmense ci sono i pirahna.
O almeno ce n'era uno. Come sia avvenuta la tropicalizzazione del Grande
fiume è per ora un mistero. Di solito i pirahna sguazzano in branco nei
bacini del Sudamerica, in Brasile per esempio. Un'ipotesi potrebbe
essere quella del piranha abbandonato: qualcuno, magari il proprietario
di un acquario esotico, stufo del proprio ghiribizzo l'avrebbe liberato
sulle rive della 'bassa'. Difficile, del resto, pensare ad un
trasferimento autonomo del 'mastino' nelle acque nostrane.
Certo è che, adesso, il carniere dei
pescatori padani si arricchisce d'una nuova specie. Finora i vanti di
tutti erano incentrati sul pesce siluro, il 'coccodrillo' del Po o
balena della Mosella. Ognuno racconta la sua, in merito alla grosso
animale dell'est europa. C'è quello che giura d'averlo visto uscire
dall'acqua per aggirarsi tra stalle e pollai della 'bassa'. C'è
quell'altro che assicura d'aver trovato nella pancia d'un siluro resti
di esseri umani. E' nota poi la vicenda del 1998, quando nel periodo
estivo impazzò la voce su un siluro nel laghetto del Parco ducale: lo
squalo abita a Parma, si sbizzarrì la cittadinanza. Non manca neppure
chi esagera, come al solito. E allora ecco la leggenda delle leggende:
nel ravennate, in una mattina del settembre 1997, un agricoltore narra
d'aver incontrato un 'bambino siluro', un essere cioè in tutto
somigliante a un ragazzino ma con una coda argentea al posto delle
gambe. Su quest'ultimo avvistamento, però, non è noto il parere
dell'Acquario del Po. Si attende, piuttosto, il pronunciamento degli
alcolisti anonimi. (23 agosto 2009)
Tratto da Internet |