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Girando e rigirando per chilometri e chilometri tra le strade
della nostra provincia (ma anche di altre e limitrofe province)
riscopro, sempre di più, che il fondo stradale è ridotto
da schifo (scusate il termine, ma molto
significativo). Eppure nell’ultima campagna elettorale per le
amministrative qualcuno aveva promesso che molto sarebbe stato fatto.
Leggendo
attentamente gli interventi eseguiti sulle strade
scopro che effettivamente qualcosa è stato fatto (potrei dire molto ma
sicuramente esagererei). Allora perché riscopro che le strade fanno
schifo? Sicuramente perché ancora molto bisogna fare. Evidentemente
perchè per molto tempo non si è fatto nulla. Ritengo comunque che siamo
sulla strada giusta e tra qualche anno (spero) le nostre strade avranno
un manto migliore.
Ma altre considerazioni vengono spontanee.
Tra Corlo e Boara tra poco avremo il TUTOR, in un
percorso dove esiste il limite dei 50 (a
tratti 70) ma dove il manto stradale non è perfetto: esiste un
dissuasore naturale di velocità, presente da anni (forse decenni) mai
sistemato. Allora perché non sistemare prima il manto e poi mettere il
TUTOR? Ho notato che la scelta di diminuire i limiti, a discapito della
manutenzione (dico io: per anni la strada che collega Serravalle ad
Ariano è stata “limitata” senza essere sistemata), pare diventata
una consuetudine. Insomma ci sono diverse cose che non quadrano.
Ma se questo è il sistema, che io non
condivido, avanti pure: l’importante è saperlo.
Parlavo
di strade di province limitrofe, che non sono poi così
perfette ma sicuramente migliori; mi
riferisco a Bologna. Due esempi su tutti. Da Traghetto a Molinella (via
Imperiale) e da Argenta a Molinella (via
Margotti, via Fiume Vecchio). Se provate a percorrere queste due
strade vi accorgete subito del passaggio da
una provincia all’altra, senza guardare il cartello stradale.
moreno
brugnati |