Serravalle e dintorni...

 

FERRARA

(2. parte)

 

   

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Cenni storici

L'origine di Ferrara è notevolmente incerta: forse si insediò per primo nella primitiva palude ferrarese un nucleo di palafitticoli Liguri. Di certo intorno al V secolo d.C. alcuni abitanti di Aquileia scampati alle stragi degli Unni si trasferirono per cercare asilo in queste zone caratterizzate dalla presenza di acquitrini malsani. Altra cosa sicura è il dominio dell'Esarcato di Ravenna su queste zone fino alla metà dell'VIII secolo quando Ferrara fu conquistata dai Longobardi. Tra l'VIII e il IX secolo la città fu "liberata" da Carlo Magno che donò Ferrara al papato durante il dominio di Papa Giovanni XV. Quest'ultimo affidò al marchese Tebaldo di Canossa la gestione del territorio. Anche Matilde tentò di rafforzare il dominio della propria famiglia, ma Ferrara conservò i privilegi di libero Comune fino al 1208. In quegli anni la città, grazie alla presenza del fiume Po, si arricchisce diventando un importante centro commerciale nonostante la vicinanza di due porti di primaria importanza come Venezia e Ravenna.
Nello stesso periodo gli Estensi stabilirono la loro residenza a Ferrara iniziando il periodo di miglior splendore della città. La famiglia d'Este, infatti, raccoglieva intorno a sè poeti, umanisti, artisti e letterati di primaria importanza. Dopo una breve agitata avventura nel 1309 la città torna sotto il potere termporale della Chiesa, ma nel 1317 ritorna di nuovo agli Estensi che il Pontefice, però, trasforma in suoi vicari. Da qui inizia per Ferrara il periodo d'oro: Niccolò II (1338-1388) ospita il Petrarca, Alberto V (1347-1393) fonda l'Università, Niccolò III (1383-1441) chiama a sè Guarino da Verona (umanista) e protegge il Pisanello, Leonello inizia il periodo di splendore che il Duca Borso prosegue, Ercole I (1474-1533) che con le sue addizioni fa di Ferrara "la prima città moderna d'Europa" dotandola persino di un parco pubblico ed Alfonso I (1505-1534) che sposa in seconde nozze Lucrezia Borgia, batte sul Po i Veneziani e si destreggia abilmente nella politica. Questa splendida epoca, inoltre, stimolò la fantasia di un grande letterato come Ludovico Ariosto. Proprio in questo periodo la fortuna degli Estensi comincia a calare: il lusso, le guerre, le costruzioni colossali e ricchissime impoveriscono di molto le casse statali obbligando ad imporre elevatissime imposte. Venne poi il momento di Ercole II (1534-1559) che esilia la sua stessa moglie, Renata di Francia protettrice di Calvino. Durante il ducato di Alfonso II (1559-1597) trovò comunque dimora il genio di Torquato Tasso. A questa epoca vengono inoltre attribuite vastissime bonifiche e canalizzazioni che resero gran parte del territorio della famiglia d'Este abitabile. Cesare (1597-1628) dovette abbandonare la città che venne assorbita dal regno di Papa Clemente VIII. Quest'ultimo sancì anche la fine della storia di Ferrara capitale di Stato: uno Stato che, durante il massimo splendore, si estendeva dal fiume Po al Mar Tirreno. Il ritorno sotto il dominio dello Stato Pontificio aprì una oscura parentesi nella storia della città fino al 18 marzo 1860 quando venne annessa al Regno d'Italia. Dopo questa data iniziò un lungo periodo di lotte sociali in seguito alla presa di coscienza dei braccianti agricoli, numerosissimi in queste terre. Questi ultimi infatti si organizzarono e stabilirono gli scioperi del 1897, 1901, 1906, 1907, 1913, nel corso dei quali gli scontri con le forze dell'ordine costarono anche vite umane. In questa atmosfera trovò, purtroppo, fertile terreno il fascismo anche se la città di Ferrara, nel corso della seconda guerra mondiale fu caratterizzata da una capillare distribuzione delle forze di resistenza partigiana. Ferrara città (senza il territorio comunale) contava già nel 1382 più di 60.000 abitanti, la cifra si abbassava fino a circa 37.000 nel 1598, scendeva ancora arrivando a 27.501 nel 1786 restando intorno a quella cifra fino al 1861. Nel 1961 gli abitanti erano 90.119. La distanza da Serravalle è di circa 42 chilometri.