Berra (di
Donatella Marighella) Verrà inaugurata sabato 7 maggio a Berra la
"Sagra Mondiale del Bruscandolo", giunta alla sua IX^ edizione
ed inserita nella tradizionale Fiera di Primavera.
Organizzata dall’Associazione
Cultura e Spettacolo Berrese, ha come unico obiettivo la
valorizzazione delle nostre tradizioni e della nostra terra. Il tutto
all’insegna del bruscandolo e cioè i gettiti spontanei del Luppolo
selvatico (Humulus lupulus), pianta avvolgente che nei boschi incolti
forma intrichi invalicabili e cresce di 5 o 6 metri l'anno.
L'erboristeria usa i
fiori femminili "coni" che sono delle infiorescenze gialle, per usi vari
ma specialmente contro l'insonnia. Sono invece usatissimi in cucina, per
il loro delicato sapore, gli apici vegetativi colti a primavera (i
bruscandoli, appunto) per frittate, minestre e altri usi. Tipico
passatempo dei pensionati è raccogliere i "Bruscandoli " lungo le basi
delle siepi a primavera ed in questi giorni che precedono
l’inaugurazione i promotori della sagra hanno raccolto diversi
chilogrammi di bruscandolo lungo le siepi della golena del Po.
Questo "asparago
selvatico" (altro nome che gli viene dato) ha molte proprietà
rinfrescanti e diuretiche, come tutti i turioni primaverili. A
sottolineare le caratteristiche ipocaloriche di questo alimento, si
ricorda il modo di dire di chi, incontrando una persona particolarmente
magra, la appellava così: "Mo ss'a màgnat, di bruscànduli?" ("Ma cosa
mangi, dei bruscandoli?"). Un tempo, nei giorni di mercato, si vedevano
ragazzini che vendevano piccoli mazzetti di bruscandoli, ai crocicchi
delle strade di campagna. Quante volte abbiamo passeggiato lungo gli
argini del Po, lungo fossi e canali, e quante volte ci sarà capitato di
incontrarlo, ma non lo notavamo. Questa pianticella, esile e silenziosa,
passava inosservata. Nei decenni passati veniva raccolta da coloro che
nei "momenti di magra" la ricercavano per utilizzarla in cucina quale
(pseudo) arricchimento di scarni piatti. Era parte di quel vasto ed
umile patrimonio di tuberi, radici e germogli che rinvigorivano le
povere tavole contadine.
Pianta filiforme ed
allampanata che ricorda l’asparago selvatico, ha arricchito la scarna
cucina degli abitanti della Bassa (e non solo) fino a qualche
generazione fa. Poi il benessere ha fatto sì che invece di dirigersi
verso gli argini del Po ci si indirizzasse verso i supermercati per cui
il bruscandolo è caduto nell’oblio. Ad ora le cose sono cambiate: dal
maggio 2003 "al bruscàndul " è diventato il soggetto, l’attore
principale di una originalissima sagra. Germoglio della parte apicale
del luppolo selvatico, cresce in abbondanza lungo gli argini del Po. E’
un erba particolare che non ha gusto, bensì un flavour elegantemente
amarognolo che permette di impiegarlo nelle più diverse ricette. Da cibo
dei poveri a ingrediente ricercato di una cucina di qualità. Da erba (ai
più) ignota e (dai più) ignorata a pianta studiata sotto una
molteplicità di aspetti: botanici, biologici, gastronomici, cosmetici e
fitoterapici. Da prodotto selvatico semisconosciuto a protagonista
indiscusso di una manifestazione.
La sagra (7 e 8 maggio)
vivrà momenti diversi: Gastronomici con Menù a base del prezioso
germoglio; Culturali con mostra dedicata al bruscandolo ed altre erbe
di antico uso in cucina; mercatino del libro a tema; mercatino di "bruscaglie":
cose curiose ed antiche; ricreativi con percorsi ciclo-turistici lungo
la "Destra Po" con visita guidata ai Sifoni ed al Centro
Potabilizzazione Acqua; Ludici con luna Park.
Info
e prenotazioni: 348.0517784
e-mail