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Berra
(di Donatella Marighella). Verrà inaugurata sabato 8 maggio
a Berra la "Sagra Mondiale del Bruscandolo", giunta alla sua
VIII^ edizione ed inserita nella tradizionale Fiera di
Primavera.
Organizzata dall’Associazione Cultura e Spettacolo Berrese, ha
come unico obiettivo la valorizzazione delle nostre tradizioni e della
nostra terra. Il tutto all’insegna del bruscandolo e cioè i
gettiti spontanei del Luppolo selvatico (Humulus lupulus), pianta
avvolgente che nei boschi incolti forma intrichi invalicabili e cresce
di 5 o 6 metri l'anno. L'erboristeria usa i fiori femminili "coni" che
sono delle infiorescenze gialle, per usi vari ma specialmente contro
l'insonnia. Sono invece usatissimi in cucina, per il loro delicato
sapore, gli apici vegetativi colti a primavera (i bruscandoli, appunto)
per frittate, minestre e altri usi.
Tipico passatempo dei pensionati è raccogliere i "Bruscandoli " lungo le
basi delle siepi a primavera ed in questi giorni che precedono
l’inaugurazione i promotori della sagra hanno raccolto diversi
chilogrammi di bruscandolo lungo le siepi della golena del Po. Questo
"asparago selvatico" (altro nome che gli viene dato) ha molte proprietà
rinfrescanti e diuretiche, come tutti i turioni primaverili.
A
sottolineare le caratteristiche ipocaloriche di questo alimento, si
ricorda il modo di dire di chi, incontrando una persona particolarmente
magra, la appellava così: "Mo ss'a màgnat, di bruscànduli?" ("Ma cosa
mangi, dei bruscandoli?"). Un tempo, nei giorni di mercato, si vedevano
ragazzini che vendevano piccoli mazzetti di bruscandoli, ai crocicchi
delle strade di campagna. Quante volte abbiamo passeggiato lungo gli
argini del Po, lungo fossi e canali, e quante volte ci sarà capitato di
incontrarlo, ma non lo notavamo. Questa pianticella, esile e silenziosa,
passava inosservata.
Nei decenni passati veniva raccolta da coloro che nei "momenti di magra"
la ricercavano per utilizzarla in cucina quale (pseudo) arricchimento di
scarni piatti. Era parte di quel vasto ed umile patrimonio di tuberi,
radici e germogli che rinvigorivano le povere tavole contadine. Pianta
filiforme ed allampanata che ricorda l’asparago selvatico, ha arricchito
la scarna cucina degli abitanti della Bassa (e non solo) fino a qualche
generazione fa. Poi il benessere ha fatto sì che invece di dirigersi
verso gli argini del Po ci si indirizzasse verso i supermercati per cui
il bruscandolo è caduto nell’oblio. Ad ora le cose sono cambiate: dal
maggio 2003 "al bruscàndul " è diventato il soggetto, l’attore
principale di una originalissima sagra.
Germoglio
della parte apicale del luppolo selvatico, cresce in abbondanza lungo
gli argini del Po. E’ un erba particolare che non ha gusto, bensì un
flavour elegantemente amarognolo che permette di impiegarlo nelle più
diverse ricette. Da cibo dei poveri a ingrediente ricercato di una
cucina di qualità. Da erba (ai più) ignota e (dai più) ignorata a pianta
studiata sotto una molteplicità di aspetti: botanici, biologici,
gastronomici, cosmetici e fitoterapici. Da prodotto selvatico
semisconosciuto a protagonista indiscusso di una manifestazione.
La sagra
(8 e 9 maggio) vivrà momenti diversi: Gastronomici con
Menù a base del prezioso germoglio; Culturali con mostra
dedicata al bruscandolo ed altre erbe di antico uso in cucina; mercatino
del libro a tema; mercatino di "bruscaglie": cose curiose ed
antiche; ricreativi con percorsi ciclo-turistici lungo la "Destra Po"
con visita guidata ai Sifoni ed al Centro Potabilizzazione Acqua; Ludici
con luna Park e intrattenimenti musicali: Andrea Poltronieri
"Sax Machine".
Per
info: Tel. 348 0517784
e-mail: ariutti53@libero.it
sito: www.acsberra.it |