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PREDONI DEL PO MADE IN POLESINE, 400 CHILI DI SILURI PESCATI ABUSIVAMENTE CON 800 METRI DI RETI

 


 
Canda (RO) – Potenza dell’amore: è stata infatti una coppia di fidanzati che transitava lungo l’argine della Fossa Maestra a Canda nella serata di domenica, una notte “da lupi”, visto il vento e la pioggia, a notare la presenza di alcune persone a bordo di un natante che stavano pescando utilizzando delle reti che, come è noto, non è consentito.

Per questo hanno provveduto a chiamare il 112. La telefonata, attorno alle 20, dei due giovani metteva in moto tutto l’apparato preventivo e sul posto interveniva una pattuglia dei carabinieri di Castelmassa, già in servizio nella zona, che ha sorpreso con le mani nel sacco due pescatori a bordo di una barca a motore, mentre stavano recuperando oltre 800 metri di reti da pesca posizionate nel tratto terminale della Fossa Maestra, prima dell’ingresso nel Canalbianco, luogo in cui è maggiore la concentrazione del pesce.

A supporto delle operazioni di identificazione e controllo, è intervenuta, per competenza in materia ittica, anche una pattuglia della polizia provinciale di Rovigo. La sorpresa per le forze dell’ordine è arrivata al momento del controllo dei documenti: contrariamente alle aspettative, infatti, in questo caso i “predoni” non venivano da qualche lontano Paese dell’Est, ma si trattava di due polesani, entrambi pescatori di professione nati e residenti nel Bassopolesine. Sempre Est, quindi, ma “autoctono”.

A bordo della barca sono stati scoperti oltre 400 chilogrammi di pesce, in massima parte siluri, e contestate le infrazioni di esercizio della pesca in orario notturno con attrezzi non consentiti e uso di imbarcazione nelle acque secondarie, con il sequestro del pescato, degli attrezzi, della barca ed del relativo motore fuoribordo.

“Un altro punto a favore delle forze dell’ordine” è stato il commento del presidente della Provincia Marco Trombini che fa seguito all’operazione messa a segno scorsa settimana che aveva portato al sequestro di barca e attrezzi utilizzati per la pesca abusiva da parte di pescatori di frodo, questi sì provenienti dall’Europa dell’Est.

“Il periodo della riproduzione, l’orario notturno e le condizioni climatiche avverse – ricordano gli uffici di Palazzo Celio – sono circostanze ideali per chi intende effettuare l’attività di bracconaggio fluviale: ai cittadini e alle associazioni dei pescatori sportivi chiediamo di continuare a fornire informazioni per contrastare il fenomeno del bracconaggio”.

rovigoindiretta.it 18.3.15


22.3.15                  Contatore visite