|
Sabato sera 8 maggio, a Berra,
ultima presentazione nell'abito della proposta: “incontri in
biblioteca”. Nella cornice istituzionale della Sala Consiliare è
stato presentato il libro “Terre d'Avventura”, con la presenza
dell'autore, Folco Quilici. Alla serata, presieduta dal sindaco
Eric Zaghini, introdotta dall'assessore alla Cultura
Giuseppina Favaron, ha partecipato, con un'appassionata
presentazione del Maestro Quilici, anche Diego Cavallina, ed
erano presenti anche i tre autori che erano stati protagonisti degli
incontri precedenti: Martino Gozzi(che presentò “Giovani Promesse”),
Gianni Serra (“Le fratture del tempo”) ed Alberto Astolfi (
“La guerra sul Po”).
Serata affascinante, con
veramente tanta gente a riempire la sala consiliare (diverse persone si
sono trovate costrette a rimanere nel corridoio di accesso. Con la voce
tranquilla e serena di chi raccontava le storie intorno al fuoco nella
preistoria, ma è anche capace di comunicare la meglio in questa nostra
epoca di contatti istantanei, Quilici ha raccontato la genesi del suo
libro, la voglia di raccontare la sua attività “lontano dal mare”, dato
che quella in mare era già stata protagonista di un altro volume.
Aneddoti sulla sua attività di regista (e si ricordi che negli anni 50 e
60, in Polinesia ed in lande lontane si comunicava, e nemmeno
facilmente, solo via telegramma), la ricerca delle storie, il rimpianto
per un incredibile volume di racconti, canti, poesie che si stanno
perdendo e sono cancellati dal progresso. Soprattutto il peregrinare
alla ricerca di qualcosa, di qualcuno, di una situazione da vivere e da
raccontare. E significativo il racconto, citato da Cavallina, di un
incontro casuale con un anziano in treno, che notava le enormi scarpe di
un giovanissimo Quilici e gli faceva notare che aveva le scarpe per fare
tanta strada. Una strada che è stata percorsa. E poi le domande, sulla
concezione di confine e di ignoto, sui sogni (Quilici ama la neve e
sogna spesso di essere in montagna), persino il racconto del difficile
rapporto con il presuntuoso comandante Cousteau (irresistibile il
racconto del pugnale tempestato di diamanti...).
Alla fine, per Quilici e per
gli altri autori una targa ricordo, e per il poliedrico maestro
Ferrarese anche una foto artistica di paesaggio ad opera di un fotografo
ferrarese, Enrico De Lazzaro.
A cura
del Comune di Berra |