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Serravalle
- Era l'alba di capodanno del 2009 quando un passante diede
l'allarme: Villa Giglioli sta bruciando. Oltre cinquecento anni
di storia che stavano per andare in fumo. Tutto il blocco centrale e la
parte orientale della villa è andata bruciata, facendo cadere il solaio
ed il tetto.
Chi voleva che la villa andasse in fiamme lo ha fatto con cognizione di
causa: dopo l'incendio era ben visibile l'accatastamento dei mobili al
centro delle stanze principali che, dopo averli imbevuti di liquido
infiammabile (erano ancora presenti le taniche), gli hanno dato fuoco.
La stessa sorte era riservata anche all'ala ovest della villa ma
qualcosa è andato storto e qui l'incendio non è stato appiccato: con
ogni probabilità l'arrivo delle fiamme in quella zona ed il crollo del
tetto hanno messo paura ai piromani che sono fuggiti.
Rabbia e sgomento
attraversò tutto il paese. Le condanne nei confronti del folle gesto
furono unanime. Dopo una lunga indagine il 12 di settembre dello scorso
anno l'annuncio di 2 persone denunciate; arrestate la custode della
struttura e il suo ex compagno: G.G., 50 anni, di Guidonia, ultima
custode della villa, e C.G., 49 anni, di Tivoli, autotrasportatore. Lo
fecero, così pare, per ritorsione verso la Fondazione Fispa di Roma, che
gestiva una comunità sociale all'interno della Villa e che voleva
licenziare la donna, escludendola dal nuovo progetto di una comunità di
recupero.
Dopo il fatto il molti acclamarono ad un recupero della Villa Giglioli
ed oggi, a distanza di oltre 15 mesi, ancora ci si pensa. "Un ritorno ai
suoi vecchi splendori sarebbe cosa augurabile - commenta Eric Zaghini,
sindaco di Berra - ma ci sono non poche difficoltà. Prima di tutto
dobbiamo pensare che la Villa è privata e quindi un eventuale recupero
deve passare attraverso la loro approvazione. Altra condizione
necessaria e oserei dire fondamentale è quella di dare fin da ora una
destinazione d'uso.
Sarebbe sbagliato pensare ad un recupero per poi lasciare la villa al
suo destino: finirebbe per fare la stessa fine di ora".
Messi i due paletti il sindaco tiene a precisare:"L'eventuale intervento
di recupero avrebbe una spesa consistente e quindi è impensabile ad un
aiuto da parte dell'Amministrazione Comunale, che già governa con cifre
basse. Siamo comunque disponibili ad attivarci per reperire la cifra
necessaria o quanto meno ci proviamo. Ribadisco che la cosa non è
semplice ma sicuramente percorribile e noi faremmo sicuramente la nostra
parte; attraverso contributi di vario genere, siano essi privati che
pubblici, si potrebbe raggiungere un traguardo di recupero". "Un paio di
mesi fa - conclude Eric Zaghini - ho incontrato i proprietari e per ora
sembrano concentrati sul processo: attendono con interesse il responso
per sapere con esattezza chi ha provocato questo danno ingente. Al
termine si vedrà cosa fare".
a cura di
M.B. |