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Il testo che segue è
tratto da Il Giornale di Vicenza, ma può sicuramente adattarsi
alla situazione di Serravalle.
Animali e specie protette
Il gambero rosso della Louisiana sta divorando fiumi e laghi
italiani.
In effetti il
gambero rosso della Louisiana è un autentico flagello. Ma non solo nel
Vicentino: evaso neanche vent’anni fa da allevamenti commerciali (ha
carni discretamente quotate), ha già colonizzato mezza Italia.
In quanto
“specie aliena”, non ha nemici naturali. E’ più prolifico dei conigli.
Mangia tutto, non solo di tutto. Dove si insedia, resta poco o nulla. E
l’elenco delle sue malefatte non è finito.
Ormai il
gambero della Louisiana è presente in canali, laghi e fiumi dell’Italia
centro settentrionale e anche in Sicilia.
Lungo 10-20
centimetri, rossastro, si fa un baffo di inquinamento e pesticidi, al
contrario del gambero di fiume nostrano. Inoltre è portatore sano di
malattie cui il gambero nostrano è molto sensibile. Dove arriva lui, per
il gambero di fiume è finita.
Non lo
ammazzano il freddo e il caldo, e nemmeno la siccità: è in grado di
respirare anche aria e si rifugia in reticoli di tane scavate negli
argini e lunghe anche cinque metri. E gli argini, ridotti a un groviera,
finiscono per crollare.
Mangia piante,
avannotti, uova: tutto indistintamente. Tipo Attila: dove arriva, fa
terra bruciata. “Una bomba ecologica”, lo definisce il sito internet
della Provincia di Vicenza, riferendo che l’assessore all’Ambiente è
disperato.
Nel lago di
Fimon – l’unico lago vicentino – il gambero della Louisiana sta
mangiandosi tutte le castagne d’acqua, una specie peculiare del posto.
La Provincia si è ridotta ad avvolgere nella rete le piante superstiti,
poche decine.
Tanto per dare
un’idea della rapidità con cui il gambero della Louisiana colonizza gli
ambienti: nel Lago di Varese un anno fa non c’era. Lo sanno per certo,
perchè hanno fatto un censimento delle “specie invasive”. E ora si parla
di invasione.
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