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BERRA, L'ELITE DELLA NAZIONALE ITALIANA TIRO CON L'ARCO, SETTORE COMPOUND MASCHILE E FEMMINILE, ABITA QUI...

 


Flavio Vallesella

da sinistra a destra. 
Irene Franchini, Laura Longo, Eleonora Sarti. È il podio,terzo posto ai mondiali indoor 2017.

da sinistra a destra. Mario Scarzella presidente Fitarco, Valesella. Sergio Pagni, Viviano Mior. Sulla sedia rotelle Alberto Simonelli.

borsa con i rilasci

Flavio Vallesella nella sua casa di Berra

"Rilascio"

Marcella Tonioli
Berra. Una grande passione per l’arco e le frecce e la ricerca di un posto tranquillo e spazioso, dove poter fare le sue prove, ha portato Flavio Valesella, Responsabile Tecnico della Nazionale Italiana tiro con l’arco sezione Compound del settore maschile e femminile della Fitarco, a Berra, con la moglie ed il fido cane. Flavio non è nuovo di queste zone, anche se nato in Lombardia.

“Sono nato a Lodi – spiega Valesella – ma le mie origini venete mi hanno portato spesso a ritornare in queste zone".

I genitori abitavano nel vicino Veneto, sulla sponda sinistra del Po, ma Valesella conosce bene anche la sponda destra. “La mia meta non era nello specifico Berra – spiega – ma una abitazione confortevole, dove poter svolgere il mio incarico nel migliore dei modi: dopo accurata ricerca l’ho trovata qui”.

Nel 2005 Valesella entra a far parte dello Staf della Nazionale Italiana, con l’incarico di responsabile tecnico nel settore giovanile e nel 2015 approda alla nazionale maggiore, dove tutt’ora svolge il suo compito. Valesella, nell’ambiente noto anche con il soprannome di “ release” (rilascio), ha una sfrenata e attenta valutazione del rilascio, un accessorio  che serve per mettere in tensione la corda per poi arrivare al rilascio della stessa. "Sono molti a fattori che incidono in un buon tiro, compreso il “rilascio” – spiega Valesella, mentre ci apre una valigetta con dentro un innumerevole numero di “rilasci” – ma sicuramente il trittico Arciere-Arco-Freccia è quello che maggiormente incide. Le tre cose devono essere in armonia, in sintonia, per avere un tiro perfetto o quasi. Ed è per questo che non bisogna tralasciare nulla ed ogni arciere fa storia a se”.

Poi si parla del suo incarico: “Questo è un periodo molto impegnativo – riprende Flavio – siamo in pieno svolgimento della Coppa del Mondo: dal 15 al 23 luglio a Berlino va in scena la quarta e ultima tappa di World Cup in cui verranno assegnati gli ultimi posti per le Finali di Samusn”.

Nel compound maschile a Berlino proverà ad inseguire le finali Sergio Pagni, già campione del mondo, undicesimo in graduatoria dopo tre tappe.

L’atleta degli Arcieri Città di Pescia è stata convocato insieme a Elia Fregnan (Arcieri Del Torrazzo) e Valerio Della Stua (Arcieri Pol. Solese) con riserva a casa Alessandro Lodetti (Arcieri Del Roccolo).

Nel femminile ha ancora speranze di qualificazione Marcella Tonioli, di Lagosanto ma da tempo residente in Toscana, già campionessa mondiale del Mix Tim nel 2011 e la Coppa del Mondo individuale nel 2016, anche lei undicesima in classifica generale.  Insieme a lei a Berlino ci saranno Irene Franchini (Fiamme Azzurre) e Anastasia Anastasio (Marina Militare).

Ma oltre a questo incarico a carattere nazionale, Valesella si spende anche per il locale. “Ho chiesto ed ottenuto dall’amministrazione comunale uno spazio per poter svolgere qui a Berra questo sport. La palestra come campo al coperto e l’adiacente spazio verde come collocazione estiva sono l’ideale e per questo devo ringraziare l’interessamento da parte del vicesindaco Filippo Barbieri, senza dimenticare l'aiuto dell'arciere locale Davide Capatti. Anche la risposta dei locali è stata buona e siamo riusciti ad avere un bel gruppo”.

Ma il tempo a disposizione di Valesella è poco: ”La mia attività mi occupa circa 9 /10 mesi all’anno. Nei restanti mesi, ferie a parte, cerco di proporre qualcosa localmente, qui a Berra ma anche a Ferrara. Devo dire che nel capoluogo ho trovato una situazione paradossale, difficile da capire.

L’amministrazione di Ferrara ha messo a disposizione una struttura capace, una struttura che ad esempio i vicini rodigini farebbero carte false per averla, ma che è poco frequentata e poco sfruttata, da parte dei tiratori "Ricurvo e Compound" rispetto invece ai tiratori del settore "Arco Storico”: pochi arcieri e una mancanza di ricambio generazionale non permettono di sfruttare al meglio quell’impianto. Ed è un vero peccato anche perché cosi si rischia di non progredire e non creare quel giusto spirito agonistico. Bisognerebbe fare qualcosa per poter alzare il tiro, ma sinceramente faccio fatica a capire cosa. Come dicevo la mia disponibilità in merito al tempo è poca ma quello che posso fare lo faccio volentieri”.

(d.m.b.)


10.7.18