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BERRA, ULTIMO INCONTRO PUBBLICO PER IL REFERENDUM SULLA FUSIONE BERRA-RO

 

 

 
Berra. Si è svolto lunedì 2 luglio l’ultimo dei 3 incontri – uno per ogni paese del comune di Berra – previsti per la presentazione del referendum sulla fusione dei comuni di Berra e Ro, presentato dal Comitato per il SI, fondato e composto da 4 ex sindaci dei due comuni: Capisani Cristiano, Cavallina Diego e Aguiari Francesco per Berra e Parisini Filippo per Ro.

Al tavolo dei relatori si sono presentati Cristiano Capisani e Francesco Aguiari (assenti giustificati Cavallina e Parisini).

Ha aperto l’incontro Capisani: ”Si stanno concludendo gli incontri informativi prima della pausa estiva; rimangono quello di Ruina il 16 luglio e quello di Alberone il 23 luglio”.

Il Comitato sta lavorando per un incontro che vedrà riuniti i sindaci che hanno già sperimentato la fusione, un incontro che molto probabilmente si terrà a Settembre, dopo la pausa estiva. Capisani ha poi confermato che il referendum sarà il prossimo 7 ottobre. Dopo le comunicazioni Capisani ha parlato dello studio di fattibilità, fatto per vedere quali punti in comune hanno Berra e Ro, elencandone alcuni: contiguità territoriale, percentuale uguale (30%) di anziani nei territori, stesse dinamiche legate alle nascite, con il calo in entrambi i Comuni, stessi numeri riguardo i flussi migratori in entrata, stesse presenze di imprese individuali (più di 600, 1 ogni 10 cittadini): per quanto riguarda le imprese di Capitali Berra è messa meglio, entrambi i Comuni fanno parte dell'Unione Terra e Fiumi.

“Molti i vantaggi che derivano dalla fusione – ha detto Cristiano – a partire dagli incentivi finanziari, con i 1.300.000 euro che arriveranno (100.000 dalla regione e 1.200.000 dallo Stato). Ma i vantaggi sono altri: per il rispetto del piano di stabilità, per la collocazione in graduatoria di eventuali progetti, per l’aggregazione del personale che può confrontarsi, per il benessere dei cittadini perché miglioreranno i servizi”.

Hanno poi parlato Filippo Barbieri (vicesindaco di Berra) e Antonio Giannini (Sindaco di Ro) dell'incontro avuto in Regione (dove tutti i Comuni che devono fondersi sono stati chiamati ad esporre le motivazioni).

Entrambi hanno poi sottolineato: ”la grande importanza, o meglio la grande opportunità che abbiamo se diciamo SI a questa fusione. Senza fusione non abbiamo più speranze”.

Francesco Aguiari ha parlato di sopravvivenza dei comuni: ”Impossibile senza questa fusione. Noi ex sindaci, che siamo la memoria storica del Comune, ci siamo attivati per amore del paese. I soldi che arriveranno dovranno servire per lo sviluppo economico: bisogna fermare la fuga dei giovani”.

Tra il pubblico, pressoché standardizzato alle precedenti assemblee, sia come numero che come visi, molte le domande.

“Ma in cambio del 1.200.000, lo Stato cosa vuole?” “Lo Stato caldeggia le fusioni per snellire il Sistema e diminuire le spese e quindi incentiva la fusione con questi contributi” ha risposto Barbieri.

“Perché tanto interessamento degli ex-sindaci? a cosa mirano?”. Ancora una volta la risposta è stata del vicesindaco di Berra :”L'Amministrazione non può esporsi (per legge), onde per cui sono state cercate figure che abbiano un senso con il territorio (e gli ex sindaci sono perfetti) e che avessero voglia di mettere a disposizione del tempo”.

“Si vocifera che il soldi dell'incentivo non arriveranno in toto, ma che arriverà una parte minore fissa e regolare, mentre la parte per arrivare al 1.300.000 arriva solo se si presentano progetti e se questi sono approvati”. “Voci errate – ha risposto Giannini – il contributo arriverà in toto e non hanno vincoli: possiamo spenderli come si vuole”.

Poi è stato caldeggiata la composizione di un opuscolo informativo, da consegnare a tutte le famiglie, in modo che chi va a votare sappia esattamente cosa vota, visto anche che a queste presentazioni siamo sempre gli stessi”.

“Abbiamo già in cantiere la fattibilità di un opuscolo – ha detto Capisani, che ha poi aggiunto - io sono contento delle presenze, perché ogni volta 5/6 facce nuove ci sono”.

Rimane sempre il rammarico di non potersi confrontare con un Comitato per il NO che, nonostante siano molte le voci contrarie a questa fusione e per i più disparati motivi, non trova esponenti disposti a metterci la faccia: ma manca ancora qualche mese al referendum e non è detto che “L’estate porti consigli”.

(d.m.b. ha collaborato c.s.)


4.7.18