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COLOGNA, LA POLITICA DELL'AGRICOLTURA ITALIANA ED EUROPEA SI INCONTRANO PRESSO LA CAPA COLOGNA
 

 


La sede di CAPA COLOGNA
Cologna. (dall'inviato LucCico). Da sempre la frazione Berrese è al centro dell'attenzione quando si parla di agricoltura. D'altronde la sua vocazione non la smentisce. Se poi in paese esiste una realtà che si chiama Capa Cologna allora tutto diventa più facile. Ed infatti la cooperativa nei giorni scorsi è stata ancora una volta al centro dell'attenzione, non solo per gli addetti a i lavori, ma di tutti.

Tutto questo per l'arrivo del vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro. Si è tenuto infatti  un incontro presso la sede della cooperativa agricola, con la presenza di tanti volti delle istituzioni.

Ad aprire le porte di quella che è la “casa dei cereali” nel ferrarese, il Presidente di Capa Alberto Stefanati che, insieme al direttore di Op Grandi Colture Italiane Diego Scudellari, ha spiegato le attività di Op e di Capa, che è rappresentata da oltre 1200 soci e ha una nuova sfida nel comune di Vigarano, dopo il crac di Capa Ferrara.

"Annualmente dobbiamo fronteggiarci con le trattative per fissare i nuovi prezzi agricoli comunitari ed è qui che sorgono le controversie che separano i partners europei - spiega il Presidente di Capa Stefanati - È necessario che la politica inizi a riconsiderare il problema dell’agricoltura europea nella sua globalità e nello specifico ricercare le cause di questa crisi. Noi puntiamo al Made in Italy e all’innovazione, che sono i cardini per ottenere una competitività economica e di sviluppo".

Erano presenti i sindaci di Berra Eric Zaghini, Ro Antonio Giannini ed i Vigarano Barbara Peron, l’assessore regionale Simona Caselli e Roberta Chiarini della Regione Emilia Romagna, la consigliera del Pd Marcella Zappaterra, oltre alla candidata Pd al Senato Sandra Zampa.

"Con il nuovo regolamento comunitario Omnibus creiamo una serie di opportunità a chi opera in agricoltura - ha spiegato De Castro - Nuove misure in favore dei giovani, semplificazioni nell’accesso alle assicurazioni contro le calamità naturali e soprattutto la possibilità, per le organizzazioni di produttori, di contrattare prezzi, stabilire politiche e quantitativi di produzione, promuovere l’aggregazione di produttori senza incorrere nelle reprimende dell’autorità antitrust".

L’assessore Caselli ha espresso con piacere lo sviluppo di Capa Cologna ed ha aggiunto: "Si tratta di un fiore all’occhiello per la nostra Regione. Sistemi organizzati come questa cooperativa permettono la conquista di migliori standard qualitativi nel settore agricolo, che rappresentano l’unica ancora di salvezza per le produzioni nazionali. Inoltre il ruolo di Op Grandi Colture è strategico per aumentare il peso contrattuale anche negli accordi di filiera come con Barilla".

Non è mancato l’approfondimento sui mercati con l’amministratore unico di CIAAD Srl, Guido Zani, e sui progetti di filiera, ai quali Capa Cologna sta partecipando, insieme alle altre cooperative socie dell’Op (Casa Mesola, Cesac, Cocerit, Maiscoltori BF, Orto-Frutticola Copparese).

lcic


26.2.18