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OPERAZIONE NOTTURNA DI POLIZIA PROVINCIALE E CARABINIERI CONTRO IL BRACCONAGGIO NELLA PESCA
- 6 AGOSTO 2015 -


Il materiale sequestrato
Agenti della Polizia provinciale, durante un servizio notturno in territorio del comune di Portomaggiore, mirato al contrasto del bracconaggio della pesca all’interno delle valli del Mezzano, procedendo a fari spenti, notavano la presenza di un’imbarcazione con a bordo due persone intente a pescare nel canale Circondariale che avevano depositato lunghe file di reti che chiudevano interamente l’ampio specchio d’acqua ed erano muniti di un guadino, rilevatosi poi un elettrostorditore di fattura artigianale.

La pattuglia degli agenti provinciali intimava loro di uscire dalla barca e salire sulla riva, ordine al quale ubbidivano immediatamente. Una volta risaliti dichiaravano di non avere alcun documento, provvedendo a liberare immediatamente le 6 carpe di grosse dimensioni e i 2 siluri all’interno dell’imbarcazione.
Poiché l’operazione era stata, come sempre, concordata con l’Arma dei Carabinieri, nel caso specifico con la Compagnia di Portomaggiore, sul posto giungeva una pattuglia di militari che accompagnavano i due rumeni, residenti a Loreo nel rodigino e giunti in Italia da pochi mesi, al Comando Compagnia di Portomaggiore, dove si dimostravano molto più collaborativi.

Infatti dopo circa un’ora giungevano sul posto dei conoscenti che portavano loro i documenti, grazie ai quali venivano identificati e sanzionati.
Ha trovato così, per la prima volta dall’entrata in vigore a metà luglio scorso, la nuova legge regionale sulla pesca, le cui sanzioni sono state fortemente inasprite proprio per incrementare il contrasto.

Una seconda pattuglia della Polizia provinciale giungeva lungo il Circondariale e provvedeva nel frattempo al recupero delle reti poste in acqua, impiegando diverse ore, arrivando così a salpare 1,3 km di rete di grande cattura e allo stesso tempo liberando circa 3 quintali di pesce tra siluri e carpe, oltre a 2 tartarughe e un paio di emys orbicularis.

Queste le Sanzioni applicate:
esercizio della pesca con l’impiego della corrente elettrica, previsto dall’art. 12, comma 3, lettera d) e punito dall’art. 25, comma 1, lettera d) della L.R. 11/2012 ss.mm.ii. - 2.000 euro;
esercizio della pesca con attrezzi vietati a elevata capacità di cattura o particolarmente distruttivi, previsto e punito dall’art. 25, comma 1, lettera d) della L.R. 11/2012 ss.mm.ii. - 2.000 euro;
esercizio della pesca con reti occupando più della metà dei corsi d'acqua, previsto dall’art. 12, comma 3, lettera l) e punito dall’art. 25, comma 1, lettera k) della L.R. 11/2012 ss.mm.ii. – 100 euro.

In tutto, quindi, sono state elevate sanzioni per complessivi 4.100 euro ciascuno, oltre al materiale sottoposto a sequestro:
1.200 metri circa di rete da pesca a tramaglio, un  natante di 4 metri in vetroresina e un elettrostorditore.

“Con il plauso rivolto ai colleghi che si impegnano continuamente a tutela della fauna ittica – commenta il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli – ricordo che continua l’impegno sinergico delle Forze dell’Ordine operanti sul territorio, per contrastare il fenomeno della predazione delle specie ittiche nelle acque del territorio ferrarese e per affermare il rispetto della legalità. Ricordo infine il 112, ossia il numero di pronto intervento a livello Europeo”.


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