Serravalle e dintorni...

- ATTIVITA' DELLA POLIZIA DI STATO -
OPERAZIONE "BLACK WATER"
- 21 MAGGIO 2015 -

Dopo i finti carabinieri, i finti tecnici del gas, ora bussano alle porte degli anziani più soli e deboli i finti addetti agli impianti idrici. Nel particolare l’arrestato, un nomade di origine sinti P.G.I., di anni 28, originario di Chivasso (TO), pluripregiudicato, si presentava presso le abitazioni delle vittime, anziane e sole, qualificandosi come un dipendente dell’acquedotto o dell’Hera, mostrando un falso tesserino e dicendo loro che poco prima era avvenuto un incidente stradale in cui era rimasto coinvolto un camion trasportante sostanze tossiche che aveva inquinato l’acqua del locale acquedotto.

Subito dopo il malvivente, approfittando dello spavento e dello spiazzamento dell’anziano, riusciva a convincerlo ad entrare in casa asserendo di dover controllare la purezza dell’acqua ed una volta raggiunta la cucina apriva il rubinetto ponendo sotto l’acqua corrente un presunto strumento elettronico, delle dimensioni di un piccolo telefono cellulare, che poi faceva volontariamente suonare per dimostrare che l’acqua era inquinata.

L’indagato diceva poi che i gas tossici rilasciati dall’acqua contaminata avrebbero irreparabilmente danneggiato tutti i gioielli che si trovavano custoditi in casa e che l’unico modo per evitare “il contagio” era quello di mettere i gioielli ed il denaro contante all’interno di un sacchetto in nylon, che andava poi a sua volta riposto all’interno del frigorifero di casa.

L’atto finale era ovviamente quello di impossessarsi degli oggetti preziosi. L’Operazione, denominata “Black Water”, ha riguardato numerosi furti aggravati in abitazione avvenuti in questa provincia: 5 i fatti contestati dalla procura, ma su altri 5 sono ancora in corso accertamenti.

L’attività di P.G., che ha avuto inizio nel mese di febbraio 2015 quando P. G. I. era ancora domiciliato nella periferia di Bologna in un campo nomadi ben conosciuto agli investigatori della Polizia di Stato: per la particolarità del modus operandi adottato, sempre il medesimo, per i numerosi e ravvicinati episodi criminosi perpetrati, sin da subito è stata convinzione degli investigatori della Squadra Mobile che si trattasse sempre dello stesso gruppo.

Gli investigatori della Terza Sezione della Squadra Mobile di Ferrara, acquisivano i primi importanti riscontri attraverso lo scambio di informazioni con gli omologhi uffici dislocati sul territorio nazionale, in particolare con la Questura di Biella: tale attività rafforzava l’ipotesi investigativa formulata dagli operatori della Squadra Mobile, indirizzando le indagini nei confronti  della famiglia nomade di origine “sinti” di cui l’indagato fa parte, originari della zona di Chivasso (TO).

In particolar modo si ottenevano gravissimi indizi a carico di P.I.G. specializzato, guarda caso, in furti aggravati e truffe poste in essere utilizzando il metodo dell’acqua contaminata, ovvero lo stesso utilizzato nella nostra provincia. Trattandosi di un nomade occorreva individuarlo cosa che riusciva anche grazie numerosi servizi di controllo del territorio e ad un minuzioso lavoro di intelligence sui vari campi nomadi, che consentiva di accertare come l’indagato frequentasse abitualmente il campo nomadi in periferia di Bologna, dove poteva contare su persone fidate.

Pertanto venivano effettuati numerosi servizi di appostamento e pedinamento in quella zona, che confermavano come effettivamente P.I.G. all’epoca si trovasse stabilmente presso quel campo nomadi e di come avesse la disponibilità di un’autovettura Renault Megane di colore grigio, ovvero lo stesso modello e colore dell’autovettura segnalata dai vari testimoni come quella abitualmente in uso ai malviventi.  

L’Operazione “Black Water” ha avuto un importante accelerazione in seguito al tentato furto perpetrato il 3 marzo scorso in località Pontegradella (FE), in seguito al quale si ottenevano i primi importanti riscontri investigativi a carico dell’indagato. Peraltro in zona erano già stati consumati numerosi altri furti aggravati, sempre con il medesimo modus operandi. Nell’episodio di Pontegradella (FE) le descrizioni riguardanti il malvivente coincidevano perfettamente con quelle dell’indagato ed in quell’occasione un passante aveva annotato il numero di targa della Renault Megane di colore grigio utilizzata dai malviventi.

La targa risultò clonata ma è stato comunque possibile ricondurla all’indagato, in quanto intestata ad una donna completamente all’oscuro di tutto residente, guarda caso, proprio nei pressi della zona di Chivasso (TO), luogo di origine e di residenza di P.I.G. e della sua famiglia. In seguito a quest’ultimo episodio sono stati perpetrati numerosi altri furti aggravati e/o tentati furti perpetrati sempre con le medesime modalità e dallo stesso malvivente, le cui caratteristiche fisico somatiche erano assolutamente identiche a quelle dell’indagato.

Pertanto le numerose vittime ed i testimoni ai fatti venivano sottoposti ad individuazione fotografica nel corso della quale riconoscevano senza alcuna ombra di dubbio P. G. I.  come il materiale autore degli episodi criminosi contestati. Come si può facilmente vedere nella tabella sotto indicata, sono stati contestati all’indagato ben 5 furti aggravati ed una truffa aggravata nell’arco temporale di un mese circa, rappresentando come in almeno altri 5 episodi criminosi si siano raccolti gravi indizi di reità a carico dell’indagato, al momento ancora al vaglio dell’A.G. competente. L’arrestato colpiva solo di mattina, in orari di lavoro, ossia quando vi era più certezza di trovare gli anziani soli in casa.

 
Data e Luogo   Reato/ Ammontare refurtiva Modus Operandi
03.03.2015 Pontegradella 12.00 circa Tentato Furto aggravato falso tecnico acquedotto;

gioielli in frigorifero;

12.03.2015 Ferrara 10.45 circa Furto aggravato, per un ammontare di euro 4500 in denaro e almeno 80.000 euro in gioielli falso tecnico acquedotto

gioielli in frigorifero;

24.03.2015 Cocomaro di Focomorto 10.00 circa Truffa e Furto aggravato per un ammontare imprecisato di numerosi gioielli ed altri valori. falso tecnico acquedotto;

gioielli in frigorifero;

31.03.2015 Ferrara 10.00 circa Truffa per un ammontare di 90 euro falso tecnico acquedotto;

gioielli in frigorifero;

31.03.2015 Consandolo 11.00 circa Furto aggravato per un ammontare di 2000 euro in denaro contante e più di 3000 euro in gioielli falso tecnico acquedotto;

gioielli in frigorifero;

L’attività investigativa ha così permesso alla locale Procura della Repubblica di richiedere ed ottenere dal GIP emissione dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’indagato, disponendo che all’indagato fosse applicato uno strumento elettronico a distanza, ovvero il braccialetto elettronico.

Lo scorso 20 maggio gli veniva  notificata la misura cautelare con la collaborazione della squadra mobile di Torino, il quale nella circostanza si trovava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, per reati della stessa specie, a Verolengo (TO) presso il campo nomadi ivi ubicato.


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