Ma no, non ci possiamo credere! Diego Marani
da Tresigallo: fine intellettuale, funzionario al Parlamento Europeo a
Bruxelles, scrittore e pubblicista di fama, irrompe come un fulmine a ciel
sereno, nella vita del "povero" Palio di Serravalle, per
festeggiarne i trent'anni di attività.
Dottor Marani, ma chi glielo ha fatto fare e a
che pro di riversare tanta gratuita cattiveria su un territorio e i suoi
abitanti, come quella che lei ha voluto, con dire quasi "forbito",
pubblicare sulla "Nuova Ferrara" il 27 Maggio scorso con l'accattivante
titolo "Ad ognuno il suo palio delle Contrade"! Gratuita perché non
crediamo che Serravalle e il famigerato Palio di cui lei (stra)parla,
possano aver leso in qualche modo la gloriosa tradizione del Palio di
Ferrara, né essere lesive per lei e per la sua immagine e fama di uomo di
grande intelletto. Eppure questa sua immagine contrasta con quanto scritto
quel giorno nei nostri confronti: preferiamo, per lei, trovare conforto in
uno "sciopero della sua vena letteraria" e non in una sua immagine surreale.
Vede dottor Marani, quando lei parla del nostro
Palio, parla in realtà di un paese intero; parla di trent'anni di
volontariato che hanno visto crescere e camminare insieme generazioni
diverse. Persino la politica ha sempre dimenticato i propri colori e
ritirato le proprie bandiere per quella manifestazione che, nel lontano
agosto del 1981, ha portato gli interpreti di allora a costituire un
vero e proprio "Ente", con uno statuto e ruoli ben definiti. Ed è
proprio in quei primi anni '80 che vedono la luce i nostri oltre cento
vestiti, cuciti e curati fin nei minimi particolari dalle abili mani delle
nostre sarte. Generazioni di sbandieratori e di tamburini, di
dame e cavalieri, di damigelle e popolane, di
paggetti, principini e principessine, di conti
e contesse, in tutti questi anni hanno bussato alle porte delle
nostre sarte. Le stesse che toglievano tempo al loro lavoro per prestare,
gratuitamente, la loro competenza e il loro operato al Palio di Serravalle.
Certo lei ha ragione quando afferma che Ferrara
esprime un valore storico al suo palio, ma sa quantificare a quanto
ammonta il valore affettivo di quei vestiti per le loro creatrici e per chi
li ha indossati? Sa quantificare l'importanza e il valore sociale
nell'avere bambini, ragazzi, adulti e anziani che uniti lavorano per uno
stesso scopo? No, a lei probabilmente non interessa, come non le interesserà
sapere quali siano i richiami storici ai quali facciamo riferimento,
peraltro ben attinenti alla corte Estense tramite i conti Giglioli.
Esprimere giudizi su ciò che non si conosce, a
noi sembra un cattivo vezzo, dottore, specialmente se anziché scusarsi, ne
rincara la dose: stia certo, non sentivamo la mancanza della sua ironia.
D'ora in avanti, crediamo che a noi convenga far così: si, seguiremo un
consiglio di Virgiliana memoria: «Non ragioniam di lor, ma guarda e passa».
Marco Pozzati - Presidente E.P.S. dal
1994-96/1998-2000
Leonardo Peverati - Ininterrottamente