Una polemica
interessata
Egregio direttore,
da tempo mi sovvengono domande alla quali non
mi riesce di trovare risposta! Ho deciso quindi di rivolgermi direttamente
a lei... Ho letto con attenzione tutta la sequela di botta e risposta che
nelle pieghe del giornale da lei diretto hanno
trovato espressione, relativamente al Palio di Serravalle. Il tutto ha
avuto origine dall'editoriale da lei autorizzato nell'edizione del 27
maggio 2011, a firma di Diego Marani,
nel quale si poneva a critica la manifestazione
che a Serravalle trova luogo fin dal 1981.
La prima domanda è la
seguente:
per
quale ragione si autorizza un editoriale di quel genere e non si da la
possibilità di replica a nessuno offrendo lo stesso spazio di accesso? Lei
mi insegna che la prima pagina del giornale è
ben più letta della pagina delle lettere aperte...
Marani,
nel già citato editoriale, sostiene che le gara
più si confacente alla comunità serravallese sarebbe quella del siluro
dove "Ogni gareggiante si legherà a un pesce. Vince
chi annega per ultimo". Estrapolando questa sua affermazione dallo
scritto di Marani, a titolo di esempio (ma il
resto non è molto più elegante), vorrei chiederle dove, a suo parere, in
una vicenda come questa, si trova il confine fra l'ironia e la volontaria
provocazione, visto che l'autore stesso,
nell'intervento del 30 maggio, richiamando il pensiero del filosofo
Jankelevitch, sosteneva di voler essere tanto
intelligente da riuscire ad essere ironico, mentre i serravallesi tutti
erano assenti del primo e secondo passo verso l'intelligenza
e quindi incapaci di ironia.
Nella
elegantissima
lettera al suo giornale che lei ha pubblicato in data in data 29 maggio a
firma del sindaco di Berrà Eric Zaghini, lo stesso autore rivolgeva un
invito pubblico a Marani al fine di averlo
come ospite nella cena medievale che si terrà il 26 giugno a Serravalle.
Le chiedo se per caso avesse omesso di pubblicare l'accoglimento di
Marani, oppure se il pubblico silenzio
corrisponde come nel privato ad un assenso. Chi
scrive, ha da tempo la passione della lettura.
Mi diletto in questo perché credo che la lettura sia un veicolo di
apprendimento e di approfondimento del pensiero, che, al contrario di
altri, è in grado di lasciare il segno in profondità e nell'intimità.
Oltre a questo, potrei specificare mille altre personali ragioni. La mole
complessiva delle mie letture si aggira
attorno ai 50 volumi anno, i quali vengono
scelti con particolare cura in base alle recensioni che vengono pubblicate
e ad altri personali criteri. lo risiedo a
circa 20 km da dove è nato Diego Marani, e
neppure sapevo della sua esistenza.
Cercando di capire chi si
giova della polemica scritta e pubblicata sulla Nuova Ferrara, mi
sovvengono alcuni soggetti, i quali, di certo,
hanno beneficio: il primo e lo stesso Marani,
il quale si è fatto conoscere anche da chi non lo conosceva, il secondo è
lo stesso Ente Palio, il quale beneficia di gratuita pubblicità, il terzo
soggetto è la Nuova Ferrara, la quale riuscirà a vendere forse 10 copie in
più agli interessati a questa storia. Diceva un noto personaggio: "pensar
male si fa peccato, ma spesso ci si prende". Le chiedo cortesemente di
smentirmi in quanto sopra espresso. Colgo
l'occasione per porgerle un augurio di buon lavoro.
Marco Marchesini