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Sperando che non divenga un suggerimento, se un giorno
accadesse che qualche personaggio risentito decidesse di mettere un tappo al
Canal Bianco all’ altezza di Serravalle, facendo defluire le acque alla
destra del suo argine, vorrei sapere cosa rimarrebbe delle origini del
Rossonicentrico Diego Marani e del suo elevarsi a sommo giudice di
pesca al siluro o di lancio delle pantegane (forse non ne capisce di
altro?).
Se delle 4 case sul bivio dello stradone che da Codigoro conduceva a Copparo
ora qualcuno può vantarsi del Palazzo Pio, di certo lo si deve a chi non
capiva di cammelli, ma di certo sapeva di capre, cavoli e paludi, immerso
com’era nel dualismo con il sicuro ferrarese Italo Balbo.
Ferrarese appunto!
L’appartenere ad un territorio, il sentirsi parte di una comunità, il volere
il bene della stessa rappresentano connotati valoriali che non debbono
spingere alla retorica del dirsi, bensì motivare gli esseri pensanti a non
perdere tempo in inutili ed offensive nenie scritte dettate dall’astio e
dall’invidia o dalla voglia della critica ad oltranza.
Io vivo dove sono nato da sempre e ne sono orgoglioso. Ho dedicato 14 anni
della mia vita a fare in modo che il Palio di Serravalle divenisse
tradizione di una comunità di persone che si ritrova nella benevolenza e
nella tolleranza. Non ho avuto nessuna necessità di distinguermi
nell’espatrio per dimostrare quanto valgo, per poi volgermi indietro dando
del popolo dei pescatori e del nulla di più a chi ha in comune con me questa
meravigliosa fortuna.
Se di converso qualcuno risente di questo tragicomico influsso, trovi sfogo
introspettivamente, lasciando la condivisione dei valori anzidetti a chi ha
la capacità di apprezzarli e di porli in atto, anche dando luogo ad
iniziative che non hanno origine nel tempo ma bensì nella volontà.
Allora viva Serravalle, viva il Palio che ivi si porta in Piazza Mazzini
(anche noi abbiamo una piazza Mazzini quali buoni italiani), viva la sagra
di S. Francesco, viva La sagra mondiale della Zanzara, viva il Palio di
Ariano (probabilmente gli era sfuggito), viva Tresigallo (anche se è il
paese che ha dato i natali), viva Copparo, viva “al Crusar e la Dezima” e
tutti i rioni, le contrade le persone che, motivate dalla buona volontà, si
sforzano per dare un senso a questo orgoglioso popolo di pescatori, alla
faccia del retrodatato ed incompreso Diego Marani.
Non siamo persone che funzionano con il telecomando: lei rimanga a
Bruxelles, qua ci pensiamo noi!
Marco Marchesini |