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Ho letto l'ennesima contro-risposta dei dirigenti dell'ente
palio di Serravalle. Ma adesso basta, non se ne può più!
Mi sembra di aver capito che l'ironia usata dal signor
Marani non è stata digerita dai serravallesi, poi per carità, lui può essere
andato giù peso, certo che voi... avete la coda di paglia.
La mia opinione è che per troppi anni, nel passato, i
nostri paesini erano celebri per il niente e la tristezza che mettevano
proprio perchè‚ non succedeva mai niente. Poi si è cominciato con le sagre,
i carnevali, mercatini dell'antiquariato, sono apparsi i giochi del palio in
alcuni paesi (con o senza riferimento storico). Tutto questo ha coinvolto e
coinvolge molte persone del luogo,volontari che si adoperano per raggiungere
i migliori risultati. Finalmente! Vedere la gente che si aggrega e
gratuitamente presta la propria professionalità e mano d'opera per il bene
comune‚ cosa lodevole. Poi, tutto è criticabile, con o senza ironia.
Non voglio sapere se il palio di Serravalle ha radici
precise e storiche, se l'anguilla che viene cotta alla sagra di Comacchio‚
tutta delle nostre valli, se sia giusto fare la sagra della pizza in un
posto che non sia Napoli. Non è giusto cercare la perfezione (neanche il
dottor Marani ne è in possesso e penso che l'ammetta). Quindi godiamoci le
nostre feste e se qualcuno le attacca o ci fa dell'ironia, ben venga, anche
questo deve far parte del gioco del palio.
Massimo Palmonari
Fonte La Nuova Ferrara del 16 giugno 2011 |