|
A noi il nostro Palio e
la nostra Tradizione.
Il comitato
di gestione dell’Ente Palio Serravalle aveva inizialmente deciso di
non degnare di alcuna risposta il provocatorio ed offensivo articolo di
Diego Marani, apparso su La Nuova Ferrara di venerdì 27 maggio,
ma le numerosissime sollecitazioni pervenuteci da compaesani e da estimatori
hanno determinato questo scritto, che riteniamo abbondantemente esaustivo di
notizie (non di giustificazioni) tali da non far passare in silenzio un così
infelice intervento.
1) Non
ci siamo mai permessi, dal 1981 ad oggi, di rivendicare un’ antica
tradizione, né abbiamo mai preteso filiazioni da Ferrara o da Siena. Quando
abbiamo dato vita al nostro Palio, l’abbiamo chiamato così perché in tal
modo si definisce il drappo che si dà in premio al vincitore di una corsa,
di una gara, di una sfida. Volevamo aggregare giovani e meno giovani al di
là di idee politiche, di divisioni di parti, di ideologie, di religioni: ci
siamo riusciti. A Serravalle il muro è caduto otto anni prima che a Berlino!
E con entusiasmo tutto il paese si è mobilitato per aiutare i nostri ragazzi
ad avere un impegno da portare a compimento senza imbarcarsi nell’apatia, un
impegno per studiare il paese, la sua storia, le sue origini e il suo
modificarsi. Un impegno per sentirsi parte attiva della comunità. Ogni
famiglia ha dato quel che poteva, per anni, e ancora questo avviene oggi a
distanza di trent’anni. Le varie amministrazioni comunali sono state sempre
attente e assai disponibili a favorire questo tipo di attività, anche con
sostegni finanziari e contributi, perché andava nella direzione di un
coinvolgimento totale del paese. Duecento vestiti (o costumi) sono stati
realizzati dalle nostre sarte ed esposti in una mostra alla Sala EFER di
Ferrara, e ogni anno si aggiungono realizzazioni sempre più curate. Nostri
sbandieratori hanno gareggiato per rioni di Ferrara e di Copparo in gare
nazionali, nostri musici sono entrati negli organici rionali di Ferrara con
uscite all’estero e in varie città d’Italia come a Sesto San Giovanni, dove
abbiamo portato una ventata di gioia alla festa dell’emigrazione ferrarese.
Da trent’anni realizziamo un mese (l’Ottobre Culturale) ricco di mostre,
concerti, attività per i piccoli. Collaboriamo con altre Associazioni
culturali e benefiche.
2) Se il
Marani leggesse bene i tanti testi storici che sono stati scritti proprio su
questa parte del Ferrarese si accorgerebbe del perché abbiamo scelto certi
colori per i nostri sbandieratori e per i nostri rioni, oltre che per i
colori di base del nostro stemma: quando – a suo dire – il nostro Serravalle
era nella melma, gli Estensi qui venivano a caccia e qui avevano alcune
fornaci, gestite dai Conti Giglioli, che hanno prodotto le centinaia di
migliaia di pietre necessarie a costruire il Castello di Mesola e non solo
(ecco il rosso!), e qui nella fascia abitata tra il Po e il Canale Alfonso
(così si chiamava allora il Canal Bianco) già si coltivava il riso e
soprattutto il grano, se è vero come è vero che fu proprio un cuoco dei
Giglioli a inventare il pane ritorto che rende ancora oggi famoso il pane di
Ferrara in tutto il mondo (giallo, quindi, come il grano!). Da subito
abbiamo avuto rapporti con l’Ente Palio di Ferrara (che ci ha onorato con la
visita della Corte Estense al decennale del nostro Palio) e il gemellaggio
con il Rione di San Giorgio (cui ci ha sempre legato la bicromia
giallo-rossa).
3) Le gare.
Lasciamo da parte il testo che riguarda questo argomento, certamente
realizzato pensando che Serravalle sia il paese dei poverini, degli
ignoranti usciti dalla servitù della gleba solo qualche anno fa. Non occorre
scomodare i siluri. Abbiamo fatto per anni gare legate alla nostra realtà:
corsa con le rane, caccia all’anguilla, giochi di un tempo quali “bac e
pandòn” e le corse (non nella terra arata - che d’ora in poi però terremo in
considerazione per dimostrare almeno che siamo usciti dalla melma!
-). Non vogliamo lanciare pantegane, perché le lanciano in genere gli
sboccati. Le gare di pesca le lasciamo a lei, Marani, che sa così ben
nuotare nel mondo variegato della carta stampata, lei di sicuro vincerebbe
perché chi usa espressioni come le sue di sicuro annega sempre per ultimo
dopo aver creato sensazionalismo.
4) Infine
vorremmo ribadire le nostre caratteristiche fondamentali. La voglia di
coinvolgere e di intrattenere il nostro paese, di sentirsi uniti - in questo
momento privo di ideali e di futuro - senza essere legati a forme di
campanilismo, perché nel nostro territorio stanno di casa - ormai codificate
- l’ accoglienza, la serenità, l’ orgoglio delle proprie radici melmose e la
dignità di chiamarci - nonostante lei - Ferraresi.
Per l’Ente
Palio Serravalle il Rispetto altrui, l’ Amicizia, la Solidarietà sono la
Tradizione, tramandabile e ritrovabile in ogni epoca storica.
ENTE PALIO SERRAVALLE |