COPPARO - Il grande impegno per il nostro
Palio
Sono un genitore di un
ragazzo ormai da dieci anni impegnato nel
Palio di Copparo. Leggo l'articolo di fondo di
venerdì 27 maggio 'A ciascuno il suo Palio', dì Diego
Marani e sono rimasto non poco stupito dei
contenuti e della forma con il quale egli articola il proprio
ragionamento. E' giusto che ciascuno si esprima liberamente secondo le
proprie opinioni, ed è altrettanto giusto che lo si
faccia secondo il modo e lo strumento che si ritiene più idoneo; ironia
compresa. Ciò che invece, a mio parere, non andrebbe mai fatto sempre e
comunque, è mancare di rispetto al lavoro, alla passione e all'impegno che
migliaia di persone ripongono in una
iniziativa, Palio di Copparo o di Serravalle che sia. Il
commentatore poco attento ignora che sono centinaia i bambini, ragazzi
ed adulti dì diverse generazioni che sì
ritrovano tutti i giorni per costruire, in modo sano, relazioni, per
concretizzare lavori ed impegni, per allenarsi in complessi esercizi
sportivi e coreografici di bandiere e musici, per confezionare le
centinaia di costumi d'epoca, per viaggiare in lungo ed in largo il paese
a presentare con orgoglio, in tante piazze e palazzetti, il Palio di
Copparo con le proprie eccellenze sportive. Attraverso il proprio Palio,
Copparo è conosciuta in molte regioni; da Torino a Brindisi, da
Vicenza a Catania, da Bologna a Pescara, da
Faenza a Firenze, da Lucca a Verona, da Ascoli a Volterra, da Ferrara a
Fabriano, dove sbandieratori e musici hanno
raccolto successi, amicizie e simpatie.
Il commentatore poco
attento ignora che alcuni ragazzi di Copparo
sono stati selezionati dalla nazionale per trasferte a Malta, in Polonia,
a Dubai, in Australia e che alcuni di essi erano presenti alle cerimonie
dei Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 ed ai giochi del Mediterraneo
del 2009. Inoltre il commentatore poco attento non sì è accorto che nel
copparese nel 2008 si è svolto un Campionato Nazionale della bandiera,
e che ormai da anni Copparo partecipa ai massimi tornei di specialità.
Cosa abbia a che fare tutto questo con
cammelli, rane e siluri, è un bel mistero!
A parere del sottoscritto,
ammesso e non concesso che la ricerca storica del signor
Marani sia corretta, all'opinionista poco
attento un qualche elemento di cognizione sociologica delle feste popolari
non guasterebbe, ma soprattutto un ripasso approfondito e generale di
geografia gioverebbe alle sue conoscenze, con buona pace dei lettori,
tenuto conto che i cammelli vivono nel deserto e non
ci risulta che nel territorio ferrarese ve ne siano; Copparo e
Serravalle comprese.
A mio parere l'uso ironico
di figure e/o di circostanze può essere anche
apprezzabile e stimolante; quando però viene utilizzato m modo sarcastico,
allora il rischio che la critica oltrepassi il buon gusto diventa concreto
e poco rispettoso di persone e di intere comunità. E per questo, come per
altri motivi, che ritengo di
interpretare il pensiero di tanti copparesi ed
in primis il sindaco Nicola Rossi con il quale abbiamo condiviso molti
passaggi di queste riflessioni.
Ma non è solo per la forma
che ritengo fuori luogo la verifica del signor Marani
a Copparo e Serravalle, ma il motivo vero è che al commentatore poco
attento sfuggono i sani valori che anche
attraverso lo strumento delle feste popolari, una comunità è in grado di
rafforzare la propria identità. Non c'è nulla di male nel vivere una sana
competizione, come non c'è nulla di male che una comunità, un territorio,
si ritrovi a tifare i propri colorì di contrada
o della città intera, come di recente è accaduto a Copparo durante
rincontro salvezza del Preziosa, dove attorno alla Copparese calcio si
sono stretti tantissimi concittadini a sostenere i nostri ragazzi in
campo. Secondo il sottoscritto è in uso a molti opinionisti atteggiamenti
un po' snob o radical chic, tendenti a sminuire se non proprio a
dìsprezzare i valori proposti dalle feste
popolari, ricercando in modo artificioso e quasi grottesco,
incomprensibili analisi dietrologiche che non
scaldano gli animi ma nemmeno le coscienze di nessuno e dal quale non
bisogna esitare a prendere le distanze.
E' giusto che ciascuno
esprima il proprio pensiero, e proprio per questo che, a parere di un
genitore copparese, penso che il signor Marani
seppur in modo legittimo, in questo caso, abbia proprio sbagliato nella
forma e nella sostanza la propria critica,
Paolo
Cirelli