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BERRA: TESTAMENTO BIOLOGICO, UNA SCELTA DI LIBERTA'
- Approvato dal Comune di Berra -


Dario Capatti

Berra. Il consiglio comunale di Berra ha approvato, oltre un mese fa, la possibilità di depositare presso l'ufficio dell'anagrafe in un apposito archivio, un testamento biologico, in busta chiusa, per chiarire in modo netto le ultime volontà dei cittadini rispetto alle situazioni di fine vita. La proposta è stata presentata dal consigliere di Sviluppo e solidarietà Dario Capatti, che la spiega in questi termini: «Il testamento biologico è un ulteriore passo verso la modernità, la logica di pensiero, dei diritti e un avvicinamento a un tema delicato, alla cittadinanza, perché, spesso, la politica è troppo lenta e distante. Presentando la mozione volevo sensibilizzare su di di una questione che tocca da vicino l’individuo, ed intraprendere un percorso politico e culturale sui diritti civili e le libertà individuali, nel senso di un recupero della vita come patrimonio collettivo e di progresso morale, argomento poco trattato ma sempre presente. La proposta non era solo tecnica, ma prevedeva un approccio complessivo, per dare a chi desidera di farlo la possibilità di decidere del suo destino : un gesto di amore e di rispetto, come avviene in numerosi altri paesi, che permette di valutare non solo la vita ma la qualità della vita»

«Comunque - continua Capatti - il testamento biologico permette di esprimere la volontà anche sul rito funebre, sul tipo di tumulazione o di cerimonia. Vita e libertà devono essere sviluppate armoniosamente passando anche attraverso il diritto non a morire, ma a farlo dignitosamente. La riflessione sul testamento biologico riveste particolare importanza sul piano etico soprattutto per la varietà dei temi che attorno ad esso si condensano e che hanno a che fare con le frontiere della vita e della morte: dall’autodeterminazione del paziente nei confronti delle cure, al ruolo del medico (e del personale sanitario in genere), dalle cure palliative alla terapia del dolore e all’accanimento terapeutico, con il bisogno di decidere, in modo autonomo, a quali cure si desidera essere o non essere sottoposti. Le questioni di carattere etico in riferimento al testamento biologico sono molte, dal principio di autodeterminazione alla bioetica, al consenso informato, inesistente quando il paziente si trova a vivere in stato di incoscienza, che non può essere esclusivo, ma deve essere ben presente, specie in un contesto in cui si deve distinguere il guarire dal curare»

«Sono - ha concluso Capatti - nella ferma convinzione che il testamento biologico possa modificare ed essere migliorativo per quel che attiene il rapporto medico-paziente e sulla completa e chiara informazione che il primo deve fornire affinché la persona malata possa scegliere del suo decorso e vita nella massima consapevolezza (un esempio ne sono i pazienti oncologici); Il paziente ha facoltà di poter non essere informato su diagnosi, indagini e trattamenti sanitari. Sono del parere che la conoscenza porti alla consapevolezza e quindi ad una più oculata scelta sul proseguo del percorso clinico. La possibilità di un testamento olografo facilità anche i medici in quelle situazioni di incertezza, in casi di difficile gestione e senza la possibilità dia vere i parere dell'assistito»

a cura del Comune di Berra

18/03/2011