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Serravalle e dintorni...

BERRA: ORDINANZA PER UN POZZO DI METANO
- al limite dell'assurdo -

 

Nel secolo scorso, per estrazione di gas naturale, erano numerosi i pozzi, definiti “pozzi polesani” per la loro diffusione nel Polesine. Diversi di questi pozzi erano presenti anche nel comune di Berra. Uno di questi, chiuso alla produzione nel gennaio del 1998, ha ripreso ad emettere acqua salmastra (sale al 97%) e metano, per cause del tutto naturali e fortuite. Dato che il pozzo è in un'area privata, sono stati necessari controlli, ed è stata verificata una situazione di evidente pericolosità. Si ricorda, infatti, che allo stato naturale il metano non ha il caratteristico odore di quello della rete, ottenuto con additivi, e può diventare pericoloso, trattandosi di un gas inodoro ed incolore.

L'Amministrazione comunale di Berra ha avviato da maggio (quando sono ricominciate le emissioni) un corposo carteggio con l'Ufficio Nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia (Unmig), del ministero delle politiche economiche. Questo ufficio, infatti, è l'unico che può intervenire in queste situazioni, dato che la politica energetica è di diretto controllo statale. Per quasi due mesi, UNMIG ha risposto alle istanze vieppiù pressanti dell'amministrazione una continua serie di chiarimenti, asserendo che mancavano elementi per poter agire. Lo scorso otto luglio, l'ufficio ha effettuato un sopralluogo nel pozzo (localizzato in via Giovanni XXIII a Serravalle), certificando la necessità di un intervento radicale di chiusura, per motivi di sicurezza. Un intervento nemmeno troppo costoso, quantificabile in una cifra fra i 10.000 ed i 20.000 euro, ma che solo lo stesso ufficio (competente per tutta l'Italia del nord) poteva effettuare. Era quindi impossibile per altri soggetti, dalla regione allo stesso comune, mettere mano all'intervento. Purtroppo, però, l'Unmig non ha soldi a bilancio per interventi come questo. In pratica, può intervenire solo solo lo stato, ma lo stato non ha soldi per intervenire.

A questo punto, per ragioni di sicurezza, il sindaco Zaghini ha emesso un'Ordinanza che, preso atto che nella proprietà del Signor Gregnanini, in via Giovanni XXIII a Serravalle si è riaperto un pozzo eruttante acqua metanifera, ha disposto che sia fatto divieto di accendere fuochi, gettare mozziconi di sigarette ed utilizzare fiamme libere in via Giovanni XXIII e per 100 metri nella contigua via Berlinguer.

«Una storia - ha dichiarato il Sindaco di Berra, Eric Zaghini - incredibile. È arrivato un sopralluogo dell'UNMIG (ufficio di Bologna, competente per il Nord Italia), che ha certificato la pericolosità della situazione e la necessità di provvedere alla chiusura del pozzo. Una spesa nemmeno terribile, 10, 20 mila euro. Peccato che lo stesso UNMIG, unico a poter intervenire, non abbia un centesimo in cassa, in quando questi fondi non sono a bilancio. Quindi, noi, la regione o la provincia, non possiamo intervenire, perché in campo di politica energetica, anche in casi come questo, la competenza è del ministero, retto ora dallo stesso presidente del consiglio. Ma il ministero non interviene perché nessuno ha pensato di mettere a bilancio i fondi per queste situazioni, e comunque non ci sono soldi per interventi. Ma intanto dal pozzo escono metano ed acqua, e ci sono dei concreti problemi alla sicurezza. La mia ordinanza è un primo tentativo di rendere più sicura la situazione, ma siamo di fronte ad una situazione assurda: c'è un problema da risolvere, e ci dicono che possono risolverlo solo loro, ma non lo faranno perché non hanno i fondi necessari».

A cura del Comune di Berra


16/07/2010