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Serravalle e dintorni...

SERRAVALLE: SERATA SULLA "DONNA" AL TEATRO EDEN
- 11 marzo 2011 -

Serravalle. Una serata per parlare della donna, con grande passione, attenzione e partecipazione, quella realizzata nei giorni scorsi al teatro di Serravalle.

In apertura, l'assessore alle pari opportunità Giuseppina Favaron ha ricordato come la Festa della Donna abbia una diretta rispondenza, sul piano della riflessione, anche nei fondamentali principi di uguaglianza, dignità politica e sociale sanciti dalla nostra Costituzione. «Un lungo e faticoso cammino - ha ricordato Favaron - con le donne protagoniste di battaglie contro discriminazione e violenza e per la libertà di scelta: solo 100 anni fa le donne non lavoravano, non potevano scegliere quando sposarsi e avere figli, non votavano. Ed ora è il momento di superare una concezione di potere maschilista per la società, la festa della donna diventi una giornata in difesa dei diritti e delle pari opportunità».

Dopo Favaron, la performance di Shamira Benetti, sulla base di “Lettera ad un bambino mai nato”: una eccellente interpretazione della gioia, le paure,i problemi con il lavoro, l'ansia di una donna che affronta una gravidanza, l'arrivo di un figlio inaspettato in solitudine. Durante la serata sono intervenute, con parole di alto livello che hanno spaziato dalle conquiste del mondo femminile, alla violenza sulle donne, al lavoro, alle quote rosa, alla politica, Liviana Zagagnoni, presidente Udi di Ferrara, Paola Castagnotto, presidente di Centro Donna Giustizia di Ferrara, Elisa Rossetti (presidente) e Francesca Stabili (componente) per la commissione pari opportunità di Berra ed infine Egle Cenacchi, Vicesindaco di Berra.

Cenacchi ha ricordato il degrado culturale in cui è piombato il paese, degrado non più tollerabile, con le doti fisiche che vengono ad essere privilegiate rispetto al merito, nel lavoro e nella politica: «Manifestiamo perché non è più tollerabile assistere all'indecenza che ci stanno proponendo noi cittadini, non solo le donne, dobbiamo unirci per avere risposte adeguate alle domande sociali di questo Paese: la precarietà, il futuro, la scuola, la democrazia. Tutto il resto è fumo negli occhi e noi vogliamo fatti concreti, non essere obbligate a lasciare il posto di lavoro perché decidiamo di diventare madri o perché dobbiamo accudire i genitori anziani e non vi sono strutture di supporto economicamente affrontabili; vogliamo poter credere nel futuro, vogliamo che le donne siano presenti nei centri decisionali, non grazie ad una legge ma per merito e capacità. Le donne di intelligenza, di capacità, di costanza, di pazienza, di determinazione, siamo ben dotate; dobbiamo solo imparare a farle valere e pretendere quello che ci spetta loro di diritto, senza facilitazioni o scorciatoie. Io credo che ciò che vogliamo rivendicare sia l’orgoglio di essere donne; donne in grado di svolgere molteplici ruoli, a volte contemporaneamente; lavoratrici, studiose, madri, mogli, figlie, impegnate nelle istituzioni pubbliche e nel sociale. Chi mai potrebbe fare di più? »

a cura del Comune di Berra

17/03/2011