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BERRA:
CONSIGLIO COMUNALE DEL 12 OTTOBRE 2011
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LAN comunale: un salto nel buio La convocazione del consiglio comunale in seduta urgente con unico argomento l’investimento decennale sulla pubblica illuminazione mi è sembrata alquanto bizzarra. Si tratta di un progetto volta alla riduzione delle spese, più precisamente di quelle energetiche con benefici ambientali attraverso i "certificati bianchi". Sull’idea l’intero consiglio comunale si è espresso favorevolmente, ma durante il dibattito sono emerse perplessità che hanno spinto oltre al sottoscritto anche altri consiglieri all’astensione motivata in sede di voto. Ho fatto notare che troppo spesso i consiglieri sono privati degli strumenti necessari per formasi una opinione. In questo caso è mancato il tempo materiale e le informazioni tecnico/commerciali su un intervento di oltre 600.000 euro che impegnerà non solo questo gruppo consigliare ma anche i prossimi due, arrivando al 2022. Le domande poste al relatore, sulle quali non ho avuto risposta sono banali ma importanti. La prima è la seguente: "quale è il risparmio minimo garantito dalla controparte in contratto?". La delibera consigliare ed il contratto che sottoscriverà il nostro legale rappresentante (il Sindaco) non indicano alcun risparmio minimo garantito di energia con i nuovi apparati rispetto all’attuale spesa di 100.000 euro per la pubblica illuminazione. I dati sul potenziale risparmio si trovano solo sul materiale informativo allegato ai preventivi ed oscillano tra il 35% ed il 55%, una bella forbice. Si ipotizza, ma mi ripeto, nessuno garantisce di risparmiare sui 100.000 odierni tra i 35.000-55.000 euro e quindi la spesa residua in luce per il Comune andrebbe dai 45.000 ai 65.000 oltre al costo certo annuale di 60.000 di nolo. Mi vien da obbiettare che anche con l’opzione migliore si spendono 5000 euro in più all’anno, ma non è finita qui. La seconda domanda :"quanto ci costerà tra 10 anni acquistare la pubblica illuminazione di Via 2 giugno e gli altri apparati istallati, già ampiamente pagati con i canoni?" Si perché il contratto proposto dal partner commerciale di Telecom (Teleleasing Spa) è un leasing operativo o per usare termini comuni un noleggio e non diventeremo automaticamente proprietari pagando regolarmente le rate. Tra 10 anni perciò qualcuno arriverà a bussare alla porta del Sindaco e lo obbligherà ad acquistare la LAN estesa o sempre per usare termini concreti la pubblica illuminazione, e se questi non accetta si troverà la luce spenta sull’intero territorio comunale. Ora, se non è chiaro il risparmio sulla bolletta energetica e non conosciamo il prezzo con cui potremmo diventare proprietari degli apparati nel 2022, acquistandoli con contratto a parte dalla società commerciale Teleleasing, come posso sottoscrivere a cuor leggero un impegno dando il voto favorevole alla delibera? Ecco, per evitare quello che definirei un salto nel buio ho chiesto di conoscere questi elementi, di sapere quale è il costo effettivo dell’intervento e se tali informazioni non erano disponibili di soprassedere al progetto. Non trovo infatti ragionevole per un ente pubblico assumere tali rischi memore dei tanti esempi forniti dai Comuni che hanno voluto giocare con la finanza ed i derivati. Le mie richieste sono rimaste ovviamente inascoltate e per tutta risposta sono stato definito un populista. Simone dott. Grandi - Consigliere Comunale |
15/10/2011