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Serravalle e dintorni...

BERRA: I PRO (E I CONTRO) DEL BIOGAS
- TEATRO COMUNALE IL 30 GENNAIO 2012 -

 


Il sindaco Zaghini nella sua prolusione


Il tavolo dei relatori


Dr. Massimo Baruffaldi


Dr. Guido Carraro

Berra. Alla presenza di un numeroso pubblico affluito, complice l'importanza dell'argomento, in teatro Comunale. Si è svolto, lunedì 30 gennaio, l'incontro pubblico che ha avuto come titolo: biogas quali opportunità per Berra.
Argomento quantomai intrigante dati i tempi che stiamo trascorrendo pieni di insidie e di problemi e con poche speranze nel futuro. Introduceva l'argomento il sindaco Eric Zaghini spiegando in modo direi esauriente l'iter di una vicenda che è partita da un'azienda che si occupa di energie rinnovabili e che ha trovato nel territorio di Berra l'ambiente ideale per realizzare due impianti a biogas producenti energia elettrica.
Scopi e prospettive venivano illustrati, poi, da due rappresentanti della società Sunteco che è l'azienda che intende costruire i due impianti.
Si tratta di impianti di stoccaggio e che producono metano ricavandolo (in ultima analisi) soprattutto dal mais.
Dopo vari interventi e richieste di chiarimenti da parte del pubblico la serata si chiudeva con le conclusione del sindaco. Il prossimo appuntamento a Cologna il 2 di febbraio.


Comunicato dell'Amministrazione Comunale di Berra

Lunedì sera (30 gennaio 2012), al teatro Orestino Tumiati di Berra, incontro organizzato dall'Amministrazione comunale per consentire agli imprenditori intenzionati ad aprire due impianti per la produzione di energia elettrica da biogas nel comune e la popolazione berrese. Il secondo incontro, dedicato ai cittadini di Cologna, è previsto al centro civico della frazione il prossimo giovedì 2 febbraio alle 20.30.

Intervento in apertura del sindaco Zaghini, che ha ricordato come la normativa attuale sia chiarissima e favorisca la costruzione di impianti di questo tipo, con particolari caratteristiche e di potenza inferiore o uguale al MegaWatt. La Sunteco poteva semplicemente inviare una DIA (dichiarazione di inizio attività), mentre ha preferito avviare un dialogo costruttivo con l'amministrazione e con i cittadini, accettando di passare al vaglio dell'autorizzazione unica della Provincia. L'intenzione degli imprenditori è di fare business, ma di farlo impiegando energia rinnovabile e lavorando in modo trasparente. Ci sono promesse di dialogo e di realizzazione a regola d'arte degli impianti, meglio se impiegando per le lavorazioni necessarie che non siano software dedicati o impianti specifici, imprese locali, e con la massima disponibilità ai controlli. C'è poi l'impegno a devolvere una percentuale attorno al 3% annuo dei profitti per i 15 anni di attività prevista all'amministrazione comunale sotto forma di contributi ecologici, da verde pubblico a contributi per impianti ecosostenibili a interventi indirizzati al risparmio energetico. Garantita una fidejussione per i lavori di smantellamento al termine della vita operativa e la possibilità di istituire una commissione di controllo per supervisionare l'attività degli impianti sul piano dei controlli. Il sindaco ha anche chiarito che l'accesso è tramite strade bianche poderali, ma si cercherà di far passare i camion di Berra dall'area industriale e che sarà richiesto di asfaltare almeno le zone nei pressi delle case per diminuire la produzione di polvere.

Massimiliano Baruffaldi, di Sunteco Energie rinnovabili ha prima di tutto apprezzato la scelta di andare ad un incontro con i cittadini: «in altre realtà, se ci sono le condizioni  ci si limita a dare il via; importante, invece, ci sia possibilità di confronto. L'intenzione dell'azienda è di costruire due impianti che dovranno funzionare per 15 anni. Oggi, dell'energia prodotta nel paese, solo il 22% deriva da energie rinnovabili, il resto da Carbone o petrolio oppure (13%) comprata, magari con origine da centrali nucleari, direttamente come tale all'estero. Questo, a breve, ci porterà a penalizzazione da parte dell'Europa. Metà dell'energia da rinnovabili deriva dall'idroelettrico, il 35% da biomasse o biogas meno del 3% dall'eolico e meno del 2 % da fotovoltaico, che ora ha perso gli incentivi e non ha la possibilità di essere istallato su terreni agricoli nemmeno vicino autostrade o in zone non produttive. La nostra scelta è stata quella di puntare ad energia rinnovabile, e sostenibile, bruciare olio, per esempio, è conveniente; ma se l'olio si deve fare arrivare dal nord Africa, ecologicamente non è più un discorso sostenibile. Arrivare alla produzione di metano tramite le biomasse , invece, è sostenibile, perché puoi far arrivare il mais da una distanza di una decina di KM al massimo, con meno spese, meno produzione di co2 per il trasporto e sostegno all'economia locale. Noi faremo ricorso solo a tecnologie approvate ed efficaci, con carichi di lavoro tarati per la massima produttività e senza miasmi. Nulla verrà bruciato, sarà solo una fermentazione, e dato che questi tipi di fermentazione danno un riscontro economico solo se sono chiusi e ben diretti, è nostra intenzione di lavorare in questo modo»

L'agronomo Guido Carraro ha poi illustrato il progetto e spiegato come saranno costruiti e come funzioneranno gli impianti, e mostrato una cartina dove erano segnalate le posizioni delle strutture: le Cavalle nella zona di Berra e Ponte Picchio in quella di Cologna . Le case più vicine saranno ad almeno un km. Le strade di accesso sono poderali .Saranno due impianti praticamente uguali in cui ci saranno delle trincee per lo stoccaggio e la fermentazione del mais ceroso (30-35 % sostanza secca), che raccoglieranno ognuna la produzione di circa 250 ettari; poi vasche per la fermentazione, la separazione e la stabilizzazione del digesto che, dopo la fermentazione acetica delle trincee, con la presenza di batteri metanigeni porterà alla produzione di metano, che andrà ad alimentare un motore da 1400 cavalli (con un bilancio energetico pari a quello di tre ecobus di città a metano, e senza emissione di pm10) che fornirà energia ad un alternatore per la produzione di energia elettrica che andrà quindi fornita alla rete. Il calore residuo sarà smaltito, dato che le norme italiane non consentono alle strutture di essere posizionate vicino ai centri abitati, e quindi non sarà possibile utilizzarlo per cogenerazione o teleriscaldamento. Però c'è una quantità di calore residuo tale da poter garantire energia ad un ettaro circa di serre a monocultura, per cui, magari, potrebbe essere interessante per altri imprenditori ragionare sulle possibilità di sviluppo. Il residuo finale ha una composizione grazie alla quale, per la ricchezza di fosforo ed azoto, può essere impiegato come concime molto valido e senza l'impiego di fertilizzanti chimici. C'è anche l'impegno ad utilizzare la rotazione delle colture per non impoverire eccessivamente il terreno. In pratica, l'impianto ha le stesse complessità e funzionalità di un grosso allevamento di bestiame (500 bovini) che venga nutrito con insilati. L'impegno è anche all'acquisto con prezzi costanti che vadano ad annullare le fluttuazioni di mercato, e ricadute positive anche per le aziende locali. Il traffico per rifornire le trincee, come nel caso della raccolta del mais ceroso sarà importante ma per periodi relativamente brevi.

Dopo questi interventi, il pubblico in sala, un centinaio di persone, ha potuto intervenire e chiedere delucidazioni. Alla richiesta di come mai si è scelta Berra, la risposta è stata: «ci sono superfici agricole importanti, ci sono spazi adeguati, non ci sono altri impianti e ci sono linee elettriche ed infine ci sono i frutteti che possono trovare utile il prodotto terminale della fermentazione in forma di concime» a chi faceva notare come si si illustrata la perfezione ma poi ci siano sempre dei problemi, e che si potevano piazzare gli impianti più lontani, è stato risposto che la distanza è adeguata, che in paesi di alta cultura ecologica c'è addirittura l'obbligo di costruire vicino alle case per sfruttare il calore residuo e che in ogni caso, visti i venti dominanti da nord est a sud ovest, piazzare a su gli impianti garantisce che praticamente nulla arrivi agli abitati.

Un altro intervento faceva notare come in altre occasioni come quella di Berra ci fossero contraddittorio, esperti contrari e possibilità di farsi un'idea dalla contrapposizione, oltre a chiedere delucidazioni sul traffico e su come sarà possibile garantire la coerenza di intervento nel caso le cose prendano evoluzioni diverse da quelle che ci si aspetta, è stato risposto che la società accetterà le analisi di controllo ed una commissione che si faccia carico della supervisione, che ci saranno figure di controllo per gli impianti e per i terreni e che ci saranno programmazioni poliennali. Sul traffico è stato fatto notare come in zona ci sia una realtà importante come la CAPA , con la quel si spera di intrattenere dei rapporti di collaborazione, che ha un'attività di dieci volte superiore a quella, nei momenti di massimo impegno per rifornire l'impianto. Un altro intervento ha sottolineato come ci siano delle buone potenzialità in questo progetto, possibilità di creare occupazione non solo a livello agricolo, ma che servono anche le possibilità di imporre sanzioni se non si manterranno gli standard che ci si aspetta. Un altro intervento ha fatto notare come con gli impianti di produzione da energie rinnovabili si lavori per la salvezza del pianeta

Comunicato stampa del Comune di Berra


30.1.12